Il dolore del lutto




Siamo tutti passati per il dolore del lutto, per lutto non intendo solo l'esperienza della perdita di qualcuno, la fine della vita, ma anche la fine di un amore o di un tempo importante della nostra esistenza.
Scrivo questo post con la tristezza nell'animo per la scomparsa di un amico carissimo, direi un fratello per il legame che ci univa. Morte improvvisa, per beffa del destino in un giorno di gran festa, senza alcun preavviso o esito di malattia.
Quindi ancor più difficile da accettare, comprendere e interiorizzare.
Dapprima viene voglia di capire cosa è successo davvero, quali soccorsi sono stati portati e via così, quasi per negare l'evidenza: la persona non c'è più.
E' terribile ancora adesso svegliarsi la mattina e, per qualche istante, chiedersi se è solo un brutto sogno o è realtà: poi la violenza della realtà si impone e la sofferenza si palesa in tutta la sua portata.
Ci si sente svuotati, senza voglia di fare alcunchè, come se si fosse perso l'orizzonte dei progetti e delle attività in corso.
Credo proprio che questa esperienza ci faccia toccare con mano e duramente cosa vuol dire essere depressi, un tempo fermo e senza significato che avviluppa ogni pensiero e azione.
Non trovo giusto cercare di scacciare la depressione, la tristezza, dato che è "normale" stare male di fronte ad eventi del genere, piangere o rintanarsi in un angolino per un po'.
Al contempo si è costretti a fare ricorso a tutte le risorse psicologiche ed emotive che abbiamo in noi stessi per "tirare avanti" e togliere il velo di tristezza davanti ai nostri occhi.
Conta molto avere delle persone attorno, "complici" della triste esperienza, con cui il legame emotivo ed affettivo è forte per tentare, poco a poco, di uscire dal buio tunnel della morte.
Lavoro lungo, tanto più il legame con la persona era forte ed autentico.
Ma soprattutto rendersi conto che questa esperienza, che ci mette nudi ed impotenti di fronte ad una realtà così dura e totalizzante, ci costringe senza alcuna mediazione a rivedere le priorità della nostra vita: cos'è davvero importante per me, per noi, per la vita.
Queste domande sono forse l'aspetto "riparativo" del dolore del lutto, ovvero dare senso a tante cose che lasciamo sullo sfondo delle vita, indaffarati e presi dalle contingenze quotidiane...
Proprio questo è il lavoro, quasi un dono che la persona scomparsa ci lascia, dare senso, recuperare ciò che davvero conta e non perdersi dietro stupidaggini, inutili guerriglie, falsi problemi e corse verso dove...?
Ciao Lucio.





 

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