30 millions d'amis




Esiste in Francia una fondazione a difesa degli animali che si chiama 30 milioni di amici.
Gli amici cui si riferisce l'organizzazione sono gli amici a quattro zampe come cani e gatti ovviamente, ma non solo. La fondazione si occupa con encomiabile sforzo di proteggere tutte le specie animali dall'animale più pericoloso ed aggressivo, l'uomo!
L'obiettivo della fondazione concerne la sensibilizzazione, la responsabilizzazione, l'azione e la lotta in favore degli animali.
Ad esempio sul sito si trova una lettera di contro-argomentazioni ad un sindaco francese pro corrida, indirizzata al Presidente Macron.
Ovviamente sono presenti tutte le rubriche inerenti salvataggi, accudimento di animali, adozioni per animali abbandonati, video contro l'abbandono ed ogni tipo di maltrattamento.
Guardare il sito fa al contempo tenerezza e rabbia, nel leggere quanta cattiveria gratuita nei confronti dei nostri amici animali.
Ho letto che Italia e Francia hanno tra i paesi europei il maggior numero di animali cosiddetti domestici, nell'ordine di milioni, come ci ricorda la fondazione 30 milioni di amici.
Recentemente mi è capitato di seguire una giovane donna trentenne, figlia unica sin troppo amata dai genitori, con molti problemi emotivi e relazionali, sfociati anche in una grave psoriasi.
Ammetto che il lavoro psicoterapico andava avanti ad "onde", talvolta bene poi male e via così…
Non sto a scrivere lo svolgersi degli incontri dato che il mio obiettivo è un altro: ad un certo punto della terapia, mi è venuto in mente di proporre alla giovane di prendere con se un cane o un gatto.
Non ero troppo convinto ma in cuor mio pensavo che un animale "domestico" avrebbe potuto aiutare non poco la ragazza e portarla a responsabilizzarsi nell'accudimento dello stesso.
Tentennavo tra un cane ed un gatto, sono diversi (intendo come psicologia animale), poi mi sono convinto per un cane.
Un cane, dato che occorre portarlo fuori per i bisogni e per farlo correre e questo avrebbe comportato per la ragazza investire un po' di tempo e di organizzazione nell'accudimento del quadrupede fuori della sua stanza, rifugio ed al contempo prigione.
Ne ho parlato con i genitori che sono sembrati inizialmente sorpresi dalla mia proposta, poi però hanno dato il loro assenso (vivono tutti sotto lo stesso tetto).
Ho proposto alla ragazza di prendere un cane, abbastanza giovane da far crescere vicino a se, della razza che desiderava ed ovviamente abbandonato e da adottare.
L'adottare un cane è una procedura codificata che comporta visite, pareri da parte di che cede il cane (organizzazioni riconosciute) e controlli post affido.
La ragazza si è attivata con inattesa energia per cercare un cane presso le organizzazioni del territorio vicino, ha visitato con i genitori e poi da sola un luogo di accoglienza ed ha deciso per il suo animale.
Una specie di palletta pelosa color champagne, di nome Zoran ha praticamente scelto lui la ragazza, saltandole in braccio e leccandole la faccia alla grande.
Il primo passo era fatto, ora, con i documenti firmati, Zoran e la ragazza potevano stringere il legame e, credetemi per il cane è stato davvero trovare una bella casa, e per la ragazza un amore incondizionato e festoso.
Da oltre un anno i due vivono assieme, cioè il cane vive e dorme appiccicato alla ragazza, facile da immaginare.
Ed è innegabile che questo legame intenso, vivo, emotivamente carico ha dato un importante contributo alla terapia della ragazza. Posso dire che Zoran fa anche da secondo psicologo…




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