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| © Ubuntu |
L’espressione Ubuntu rappresenta un concetto della tradizione africana.
Si tratta di una parola che deriva dalla lingua Bantu ed indica un’etica o un modo di vivere diffuso nell’Africa sub-sahariana.
Si riferisce ad una maniera di sentire la vita e di ragionare molto intensi e può essere tradotta come “umanità attraverso gli altri” o “benevolenza verso il prossimo”.
Il pensiero Ubuntu abbraccia delle virtù molto profonde: il suo intento è mantenere l’armonia nel mondo e lo spirito di condivisone tra tutti membri di una società.
L’etica Ubuntu sottolinea il valore della compassione, delle relazioni umane e della vita, intesa come aiuto reciproco.
Un modo molto popolare per descrivere il concetto di Ubuntu è anche:
“Io sono perché noi siamo“, ovvero “una persona è una persona attraverso le altre persone“.
Si tratta di un valore condiviso universalmente anche sotto altri nomi in diverse lingue.
Il concetto di Ubuntu implica un grande apprezzamento delle tradizioni e delle credenze più antiche e racchiude la consapevolezza costante di vivere sapendo che le azioni che un uomo compie oggi sono il riflesso delle azioni passate e che il comportamento di una persona avrà degli effetti di vasta portata nel futuro.
Chi vive con Ubuntu sa quale è il suo posto nell’universo e di conseguenza è in grado di interagire con gli altri con grazia e armonia.
Nel
pensiero Ubuntu gli antenati e le generazioni future fanno tutti parte
della stessa comunità e per estensione ne è parte anche la natura.
I valori etici dell’Ubuntu includono il rispetto per gli altri, il soccorso vicendevole, il senso di comunità, lo spirito di condivisione, la fiducia e l’altruismo, anche se il suo significato può assumere contorni ancora più ampi andando a coinvolgere i movimenti dell’Universo.
Nel 1980 lo storiografo, giornalista e autore zimbabuano Stankle J. W. T. Samkange (1922-1988) ha tentato di creare una teoria della conoscenza Ubuntu il cui centro è riassumibile in tre sue massime:
Essere umani significa affermare la propria umanità riconoscendo l’umanità degli altri e, su questa base, stabilire con loro relazioni umane rispettose.
Se e quando ci si trova di fronte ad una scelta decisiva tra la ricchezza e la preservazione della vita di un altro essere umano, allora si dovrebbe optare per la conservazione della vita.
Il re deve il suo status, compresi tutti i poteri ad esso associati, alla volontà del popolo sotto di lui. Questo per Samkange, era un “principio profondamente radicato nella filosofia politica tradizionale africana”.
Un altro aspetto dell’Ubuntu è che, in ogni momento, l’individuo rappresenta efficacemente le persone da cui proviene.
È
tabù chiamare gli anziani con il loro nome, che vengono invece chiamati
con i loro cognomi per bandire l’individualismo e sostituirlo con un
ruolo rappresentativo.
Anche l’individuo perde parte della sua identità che è sostituita da un’identità sociale più ampia.
Un aspetto fondamentale dell’etica Ubuntu è che un individuo, in ogni istante, rappresenta le persone con le quali ha convissuto e a cui appartiene: una famiglia, un villaggio, un distretto, una provincia e una regione. Ciò implica il desiderio di comportarsi attraverso gli standard più elevati di sé e la responsabilità di esibire le virtù che la propria società sosteneva – o che erano alle sue basi – nel migliore dei modi.
L’Ubuntu incarna tutte quelle virtù che mantengono l’armonia e lo spirito di condivisone tra i membri di una società.
Nella sfera economica l’Ubuntu enfatizza la giustizia sociale, l’uguaglianza e l’equità basandosi sul principio che la condivisione deve prevalere sul profitto.
Secondo le idee dell’Ubuntu ci dovrebbe essere un lavoro per tutti sulla base del pensiero che “nessuno è inutile” e “noi lavoriamo come uno“. La vita umana ha un valore intrinseco piuttosto che essere ‘capitale umano’.
Il pensiero comunitario è centrato sulla famiglia in senso esteso.
Si tratta di un concetto molto importante, poiché “l’uomo è definito in riferimento alla comunità che lo circonda” e “la personalità è qualcosa che deve essere raggiunta” nel contesto della partecipazione alla comunità.
Un altro concetto dell’Ubuntu è che “l’umanità non ha confini”: ciò esprime l’unità e la fratellanza di tutti gli esseri umani.
Nell’etica
Ubuntu la sovranità delle persone deve prevalere sul capitale, ponendo
fine al suo dominio in favore di un piano sociale globale e più ampio.
Per il pensiero Ubuntu lo stesso rispetto che si dà alle persone va esteso alla natura, secondo uno spirito di unione collettiva in cui al posto di cercare di soddisfare il proprio io individualistico si deve pensare in senso comunitario pensando a cosa si può fare (incluso sé stessi) per vivere tutti meglio.
La visione unificante del mondo di Ubuntu è espressa nella massima zulu: “Una persona è una persona attraverso altre persone”.
Se per un umanista occidentale questa espressione potrebbe essere
interpretata come un’efficace regola di condotta o di etica sociale, nel
pensiero tradizionale africano ha invece un significato profondamente religioso.
Le
“Persone” infatti comprendono non solo gli esseri umani viventi, ma
anche gli antenati che sono già morti e i bambini che non sono ancora
nati.
L’ Ubuntu incarna un profondo rispetto per i progenitori e include tutti gli atteggiamenti e i comportamenti necessari non solo per una vita armoniosa con gli altri individui sulla terra, ma con gli antenati nel mondo oltre la morte e con coloro che vivranno sulla terra in futuro.
Ogni individuo è il frutto dei suoi padri e diventerà l’antenato di tutti i futuri discendenti.
Coloro che sostengono l’Ubuntu per tutta la vita, nella morte, raggiungeranno un’unità con coloro che sono ancora in vita.
Nel pensiero Ubuntu l’individuo è definito solo in termini di relazioni con gli altri nella comunità.
Che dire: il pensiero Ubuntu è lontanissimo da come gli occidentali hanno "costruito" il mondo e soprattutto le relazioni tra le persone. Sarò ingenuo ma penso che se accettassimo un po' della filosofia Ubuntu ne avremmo solo da guadagnare in termini di visione del mondo, nelle relazioni tra le persone, le "classi sociali" e gli Stati. L'individualismo e la competizione occidentali si stanno sempre più rivelando una miscela tossica che avvelena soprattutto i giovani, connessi in continuazione virtualmente ma... ben lontani dalla realtà. L'immagine iniziale dello scritto vede quattro braccia connettersi "fisicamente" per ottenere quel NOI della filosofia Ubuntu, quel NOI che non si potrà mai realizzare con Internet.
© Ubuntu
