Trump e Renzi: l'invidia in politica


Perché così tanta gente, anche intelligente e colta ha votato Trump? E perché tanti italiani, anche colti e scolarizzati, paragonano Trump a Renzi?
È evidente che le posizioni di Trump su: immigrazione, donne, armi e giustizia (per non parlare della volgarità del suo linguaggio) sono enormemente più vicine a Grillo, Salvini Berlusconi, Gasparri, Meloni etc., che sono tutti contro Renzi e per il no al referendum costituzionale. Per altri versi abbiamo visto come Renzi e Obama andassero d’accordo fino all’endorsment di Obama sul referendum.
Allora perché qualcuno paragona Trump a Renzi?
Giochetti della politica? Egoismo? Paura? Certo in parte sicuramente... ma questo non spiega la totale irrazionalità del paragone e ad esempio non spiega la scelta delle donne americane di votare per Trump.
Sappiamo come la comunicazione politica faccia leva sempre sulle emozioni, per cui anche le persone più informate votano con la pancia e non con la testa...
Penso che inconsciamente il principale sentimento su cui ha fatto leva e che spiega questa irrazionalità sia l’invidia. 
L’invidia, come sappiamo tutti, è molto difficile da riconoscere, non tanto negli altri, ma soprattutto in se stessi. 
L’invidia è quel sentimento che ti impedisce di accettare l’invito del tuo amico nella sua bella casa al mare perché tu non ce l’hai... per cui, sostanzialmente, ti tagli i coglioni da solo e perdi l’occasione di farti un bel bagno, che tanto desidereresti!
Questo lo vediamo benissimo anche in molti pazienti, che vorrebbero farsi un bel bagno caldo e si autosabotano.
“Sono una donna in USA e non voto Hillary perché è una carrierista ed è riuscita ad arrivare fino a là! Io invece no, allora piuttosto voto chi mi fa credere che i miei insuccessi e le mie frustrazioni siano dovute ai latinos, ai neri, o alla politica ambientalista!”
“Non voto Renzi perché sono talmente invidioso di lui, del fatto che è riuscito a fare delle proposte e portarle avanti per cambiare l’Italia, che preferisco vedere solo le mancanze, assumere una posizione ipercritica e non prendere quello che c'è di buono di questa riforma.”
Si poteva fare meglio! certo, è vero! ma sappiamo che dire così è una tipica trappola per non fare passi in avanti, per cui il meglio diventa nemico del buono...
Allora la domanda diventa: Qual è l’antidoto all’invidia? Come fare a diminuirne l’intensità e la distruttività? Cosa consigliare a Renzi? 
Certamente il suo essere presuntuoso (per certi aspetti inevitabile) e a tratti la sua arroganza (va moderata) e i toni assimilabili all’opposizione (rottamare le persone) alzano il livello di invidia, e questo non aiuta...
Nella mia esperienza di candidato psicoanalista, la pazienza è la nostra unica arma, la resistenza, giorno per giorno, per contrastare queste parti della popolazione e della nostra personalità che tendono sempre a slegare, a rompere, a togliere significato agli sforzi per cambiare, che non si assumono le responsabilità della propria vita, per poi compiacersi che non c’è nulla da fare, in modo da poter imprecare ancora una volta che il mondo va sempre peggio!
L’invidia è una brutta bestia perché non ci fa sentire il desiderio di quel bagno al mare che tanto vorremmo, ma ha come contropartita il fatto di non farti sentire desideroso e quindi fragile, piccolo e incompleto. Come ogni essere umano è!

Lo scritto è a firma di Davide Rosso, tratto da Pratica Psicoterapeuticarivista semestrale di clinica psicoanalitica e psicoterapia, (n° 15-dicembre 2016) il cui direttore è l'amico e collega Roberto Carnevali.
L'ho volutamente pubblicato dopo il referendum e le dimissioni di Renzi, per non entrare nello scontro SI o No al referendum.... 




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