Bravi, giovani e giustamente desiderosi di un lavoro qualificato


Incontro sempre più giovani italiani che si sono trasferiti tra Nizza, Antibes o Marsiglia per lavoro.
In zona la parte del leone la fa Amadeus, grande azienda con uffici di ricerca e sviluppo a Sophia-Antipolis, fornitrice di software per prenotazione ed emissione biglietti per compagnie aeree, ferroviarie e catene alberghiere che ha assunto tantissimi giovani e continua ad inserire neo-laureati in azienda.
Sono prevalentemente ingegneri informatici ma anche matematici e statistici, e provengono da tutte le parti d'Italia. Nel parco tecnologico di Sophia-Antipolis esistono altre realtà come laboratori di ricerca farmacologica o bio-medica che hanno al loro interno giovani dottorandi e ricercatori. Anche qui molti sono italiani. Ecco, mi colpisce che così tanti ragazzi preparati, volenterosi e disposti a mettersi in gioco, siano costretti a cercare un lavoro qualificato e con prospettive di sviluppo professionale, qui in Francia.
Di tutti questi giovani che ho conosciuto solo uno è riuscito, dopo alcuni anni a rientrare in Italia con un lavoro qualificato, la maggior parte di loro ha ben capito che dovrà rimanere in Francia molti anni oppure continuare all'estero che si tratti di Spagna, Inghilterra, Irlanda, Germania...
E' vero che occorre avere uno sguardo "internazionale", conoscere le lingue e non essere provinciali oltre che credere nell'Europa ma l'altra faccia della medaglia mostra una criticità ed un problema da troppi anni sottovalutato.
Qualche settimana fa in un breve viaggio nella "mia" Milano, ho approfittato per andare a salutare un caro amico che era anche il mio medico di base. Sta per andare in pensione dopo tanti anni di lavoro fatto con passione ed attenzione ai suoi pazienti. Mi raccontava sconsolato che nessuno prenderà il suo posto nell'ambulatorio dato che vi è una carenza di giovani medici. Mi ricordava che quando lui aveva iniziato la professione sembrava ci fossero troppi medici allora era stato introdotto l'esame di ammissione a medicina per selezionare i candidati. Ora, a distanza di non molti anni, si "scopre" che all'andare in pensione degli attuali medici senior sono troppo pochi i giovani medici usciti dalle università pronti per rimpiazzare i loro colleghi.
Ascoltarlo metteva i brividi, ma chi si occupa di programmazione sanitaria...?
Se state pensando quindi che i giovani medici troveranno subito lavoro in Italia vi sbagliate, i contratti sono sempre a tempo determinato e con stipendi troppo bassi per attrarre. Guarda caso la Francia approfitta di ciò ed attrae sempre più nostri giovani medici: vengono assunti con contratti a tempo indeterminato e giusti stipendi perché sono capaci ed apprezzati dato che le nostre scuole di specializzazione formano professionisti di valore.
Ancora una volta dobbiamo assistere alla migrazione per lavoro di tanti giovani di ogni regione d'Italia, che provengono da famiglie abbienti o proletarie, accomunati dal bisogno legittimo di trovare un lavoro adeguato agli studi fatti e, soprattutto, pagato il giusto.
Il centro studi e ricerche Idos di Roma ha rilevato che dal 2017 ben 250.000 italiani sono emigrati all'estero e secondo il Sole 24 ore più del 30% di loro è composto da laureati. Sono numeri sconfortanti oltre tutto i costi economici della formazione di tali giovani sono a carico dell'Italia ma la fruizione del loro potenziale avvantaggia altri paesi europei come la Francia.
Ammetto che tutto questo mi addolora, soprattutto perché so bene che in Italia ci sono risorse, competenze, capacità e creatività da vendere ma qualcosa si inceppa e fa girare a vuoto troppe persone. Non è mio compito analizzare le ragioni, ognuno di noi ha le sue risposte e sa bene perché questo si produce. Però seguire i TG italiani e leggere i giornali mette tristezza, di questo patrimonio culturale ed umano che se ne va fuori Italia si parla poco e quasi con fastidio, tanto, si sa, gli italiani si arrangiano. Già si arrangiano, siamo maestri in questo, ma protestare vivamente no?

PS In questi giorni la Francia è alle prese con le manifestazioni che avvengono in tutto il paese dei cosiddetti gilet gialli, persone che a motivo dell'aumento del carburante, soprattutto diesel, hanno iniziato a protestare contro il governo per una raffica di aumenti in atto o previsti a breve.
I manifestanti hanno ben capito che ancora una volta la fascia media di popolazione pagherà il prezzo più alto in termini di tasse dato che Macron, in assoluto calo di popolarità, ha ormai mostrato il suo vero volto di garante della finanza a scapito della borghesia e delle fasce povere della popolazione.
Cito queste manifestazioni "spontanee" perché trovo giusto che un popolo si ribelli a certe ingiustizie, e mi chiedo: perché gli italiani non protestano quando vedono i loro figli emigrare per trovare lavoro.
Lavoro che consente loro poi di comperare casa, sposarsi, fare figli fuori dal loro paese e, ovviamente, poi vivere la nostalgia della loro bella Italia...?!

Se volete leggere il comunicato stampa di Idos, cliccate il link seguente:




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