Storie di giovani professionisti italiani che lavorano in Costa Azzurra


Photo: Italia chiama Italia

Dato che incontro molti giovani italiani che si sono trasferiti qui in Costa Azzurra per lavorare, desidero raccontare le storie di alcuni di loro. Uomini e donne che si sono trovati a dovere lasciare l'Italia per ambire ad un lavoro legato non solo agli studi intrapresi, ma con contratti a tempo indeterminato.
Basta girare per Nizza e cittadine limitrofe per sentire parlare italiano da moltissimi giovani che si sono trasferiti da anni o da pochissimo (il trend è in costante aumento), per potere avere un lavoro commisurato agli studi fatti, con contratti solo all'inizio a tempo determinato e poi con assunzione stabile. Niente di paragonabile ai contratti di tre mesi rinnovabili a vita, o partite IVA fittizie per non assumere stabilmente, assai utilizzati in Italia. Rimango sempre stupefatto quando mi raccontano di colloqui fatti via Skype tra imprese francesi e loro, due tre sessioni Internet, poi visita all'azienda e contratto inviato per mail entro un mese... Firma da ambo le parti e via, al lavoro nel polo tecnologico di Sophia Antipolis, la "Silicon valley" francese nell'entroterra di Antibes, in mezzo ad un bosco.
Molti di questi giovani mi raccontano che i loro colleghi di Università rimasti in Italia faticano non poco a trovare un lavoro adeguatamento pagato e, soprattutto, con contratti a tempo indeterminato; condizione necessaria per acquistare l'auto o accendere un mutuo per la casa...
Del resto potersi "sistemare" ovvero sposarsi, comperare casa e contare su un lavoro stabile è una giusta aspettativa per un giovane che ha studiato, sovente con un importante impegno economico da parte dei familiari. Anche se va tutto bene, il nostro giovane, dovrà fare i conti con la lontananza da casa, dalla fidanzata e dagli amici, per un tempo che sa bene essere di molti anni. Alcuni sperano di potere rientrare in Italia a lavorare ma molti, realisti o disillusi, sanno che iniziato il viaggio all'estero facilmente dovranno continuare la loro "orbita" in Europa o altrove.
Va da se che alla soddisfazione per il lavoro trovato occorre mettere in conto lontananza da casa, nostalgia per le persone amate, diverse abitudini alimentari e usanze, lingua e ri-costruzione di legami sociali soddisfacenti. Questo è il costo iniziale, talvolta di forte impatto, da pagare per ciscuno. Molte persone lo affrontano con forza e determinazione, anche se i momenti di nostalgia sono sempre presenti, e sarebbe veramente strano se così non fosse.
Ebbene il mio volere raccontare le storie di alcuni di loro è un riconoscimento all'impegno, alla determinazione ed al coraggio di questi giovani uomini e donne, che contribuiscono a portare in Europa e non solo, cultura, conoscenze, creatività e "italianità" che molti ci invidiano ed ammirano.
Nel prossimo post inizierò a raccontare la storia di uno di questi giovani...









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