Incontri sui disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia ed obesità


La rilevanza epidemiologica dei disturbi alimentari su più fasce di età, pone oggi una serie di interrogativi alla psicologia, sia da un punto di vista clinico che teorico.

Se consideriamo l'anoressia, la bulimia e l'obesità, alcune tra le nuove manifestazioni del disagio contemporaneo, può essere utile scandirne una lettura aggiornata che tenga conto delle loro attuale fenomenologia e delle possibili correlazioni con altri quadri sintomatici. In questi incontri vengono trattate le specificità delle relazioni esistenti fra stati psicologici e possibile sviluppo di dipendenze alimentari.


anoressia ed infanzia:

si tratterà della specificità dell'anoressia infantile rispetto a quella adulta, si metteranno in evidenza gli elementi comuni e ciò che crea una differenza legata alla particolare posizione infantile. Si parlerà della funzione genitoriale, soprattutto per quel che riguarda il riconoscimento dei desideri dei bambini, che non sempre coincidono con le loro domande, a volte impossibili.


anoressia ed adolescenza:

l'adolescenza racchiude al suo cuore una delle fasi più traumatiche e rivoluzionarie della vita dell'essere umano: la pubertà. Si tratta di un tempo in cui si verifica il riemergere delle pulsioni dopo la fase di latenza.

La repentina trasformazione del corpo trascina il soggetto a confrontarsi, spesso prematuramente, con la propria identità sessuale. Il rapporto che giovani adolescenti anoressico-bulimiche intrattengono con lo specchio, oggetto amato o detestato, rivela come l'immagine riflessa del corpo ritorni loro con effetti di estraniazione e profonda angoscia. Cosa ha impedito loro di arrivare sufficientemente preparate a questo salto esistenziale al punto che vi possono rispondere con l’anoressia o la bulimia? Nel corso degli incontri verranno affrontati i punti che strutturano ed influenzano la lettura che queste ragazze fanno del trauma della pubertà: l'incidenza della madre nel suo rapporto con la femminilità, il peso di una stile di vita che sempre meno tiene conto della fragilità e dell'incertezza in cui l'adolescente è immerso, trascinandolo verso ruoli, atteggiamenti, scelte che ancora non è in grado di fare. Il dato statistico che coniuga l'insorgenza dell'anoressia-bulimia con l'epoca adolescenziale mostra infatti come questi sintomi siano degli “espedienti” per attraversare la crisi puberale.


anoressia e femminilità:

i disturbi alimentari sono notoriamente correlati ad una preoccupazione eccessiva che il soggetto rivolge nei confronti dell'immagine corporea, immagine che, in modo particolare nella nostra cultura, si vuole fare aderire all'ideale estetico dominante che pone come modello la magrezza del corpo. Questo ideale ha un'incidenza particolare nel mondo femminile, in quanto rende la donna suscettibile o meno di occupare la posizione di oggetto del desiderio maschile. Il rapporto col desiderio e con la sessualità è chiaramente al centro di questo disagio, mostrando tutti gli aspetti sintomatici che legano il soggetto femminile ad uno sviluppo psicologico particolarmente complesso. In realtà, l'amenorrea stessa, che accompagna stabilmente le varie forme di anoressia, testimonia sintomaticamente gli effetti di una chiusura alla via materna e femminile (vedi nuove sterilità), e ci porta ad interrogarci sul fatto che in questi quadri sintomatologici, appaia un certo rifiuto, non solo delle capacità riproduttive proprie della donna, ma anche dell'assunzione di un corpo che, in quanto femminile, tenga conto del piano della differenza sessuale.

Non a caso, l'anoressia-bulimia si manifesta spesso come esito di una disfunzione del legame madre-figlia, enfatizzato dalla carenza del ruolo paterno che sempre più caratterizza l'attuale contesto socio-culturale. La diffusione del disagio riguarda il mondo femminile in tutte le fasce d'età, da quella adolescenziale all'età adulta. Così come il menarca, nella pubertà, segna un momento particolarmente delicato nella sviluppo psico-affettivo, anche la menopausa è oggi una causa ricorrente dell'insorgenza tardiva del disturbo alimentare. Inoltre, i nuovi contesti familiari, che si differenziano dalla famiglia tradizionale anche per il cambiamento del ruolo sociale delle donne, hanno determinato una nuova configurazione e una nuova ridistribuzione dei ruoli all'interno della famiglia che mostra come la popolazione di sesso femminile sia oggi più che mai divisa all'interno di diversi ambiti: da quello materno a quello affettivo e professionale.


il trattamento della famiglia:

l’incontro sul trattamento della famiglia si propone di delineare innanzitutto i fondamenti teorici del lavoro con genitori e con le famiglie. Si evidenzierà, anche attraverso esempi clinici, l'importanza dell'utilizzo dei concetti fondamentali della psicoanalisi e si affronteranno le principali

caratteristiche dei diversi contesti familiari, esaminando sia le diverse caratteristiche di padri e madri sia, in un secondo momento, le logiche familiari più frequenti nelle famiglie di soggetti anoressico-bulimici.



come orientarsi di fronte ad una persona che chiede aiuto:

le persone anoressiche o bulimiche raramente chiedono aiuto, quasi sempre la domanda di cura è una domanda preoccupata della famiglia, o della scuola. Questo spiega l'importanza cruciale che nell'anoressia-bulimia occupa il trattamento della persona sofferente con un lavoro preliminare antecedente e strutturante la cura stessa. L'accoglienza si basa su una serie di manovre cliniche che accompagnano e sostengono il paziente nell'avviarsi di un discorso di tipo terapeutico. Se si salta questo snodo logico la cura e' destinata al fallimento.

Nel corso dell'incontro saranno esaminate, in modo dettagliato, le ragioni per cui questo tipo di pazienti vada pensato come sempre "in difetto" di domanda, e i criteri minimi per orientarsi nella difficile evenienza di dovere fare fronte ad una richiesta di aiuto da parte di una persona che presenti tale sofferenza.

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