Il segreto della mamma di Anna


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Anna, una giovane donna trentaduenne si è rivolta a me perchè dopo anni molto positivi sia dal punto di vista affettivo che lavorativo qui a Nizza, ha cominciato a sentirsi inquieta ed ansiosa. Nella sua adolescenza, per motivi legati a disturbi alimentari, nella fattispecie un'anoressia che l'aveva portata ad essere assai sottopeso, aveva già consultato una psicologa con ottimi risultati nel giro di nemmeno un anno. E' quindi "preparata" e consapevole dell'aiuto che potrebbe ancora darle uno psicologo, senza aspettative miracolistiche o magiche.

E' particolarmente colpita dal questionario del copione che le propongo all'inizio della consultazione, un questionario di una quarantina di domande volto a conoscere il più possibile le dinamiche familiari sin dai primi anni di vita della persona, nell'interazione con le figure importanti della sua vita, familiari e non solo.

Possiamo definire il copione (come nel teatro) il ruolo, l'espressione e la parte che ogni persona esprime nella propria vita a seguito delle interazioni significative della sua crescita fisica e psicologica.

Più nello specifico i copioni sono pattern relazionali inconsci basati sulle reazioni psicologiche del vivere, sull'esperienza, sulle decisioni prese nel tempo ed in fasi precoci dello sviluppo che inquadrano e definiscono (e talvolta imprigionano) la persona. 

Strutturare un copione personale permette anche di proteggersi dalla confusione e dal disorientamento, quindi non è solo un aspetto normativo, permette anche di dare spazio alla propria curiosità, inventiva e trasgressione.

Uso il questionario del copione per iniziare a interrogare la persona sulle dinamiche familiari, non per fare una fotografia psicologica ma per cominciare a porre domande, direi un punto di partenza per il lavoro clinico.

Nell'analizzare le risposte di Anna al questionario emerge con forza il suo desiderio di avere un figlio. Non solo, aveva vissuto con grande sofferenza durante l'anoressia la mancanza di mestruazioni per quasi un anno, terrorizzata che il suo corpo non potesse più tornare ad un peso adeguato e riprendere ad avere un ciclo regolare.

Se il lavoro con la collega le aveva permesso di regolarizzare peso e ciclo, il desiderio del figlio era come "scomparso", mi dice: "...Ero giovane, al momento giusto avrei dato conto al mio desiderio..."

Qual'è il momento giusto? Luigi ed Anna vivono insieme da anni, sono una "bella coppia", lavorano entrambi in ambito informatico e sono riusciti appena prima del confinamento ad acquistare la loro casetta ove erano inizialmente in affitto. Luigi è anche riuscito a farle prendere la patente. Anna si era sempre sentita terrorizzata all'idea di condurre un'auto, ma con il supporto di Luigi si è "lanciata" ed ora ci ha quasi preso gusto! Ride a posteriori di questa sua paura e mi dice che la sua mamma ha tentato varie volte e riusciva bene alla teoria ma al momento delle guide andava in panico fino a decidere di abbandonare l'idea (banale esempio di copione...).

Ora è il momento giusto di avere un figlio. Anzi meglio: Luigi esprime chiaramente il suo desiderio di un figlio certo di trovare Anna assolutamente concorde e desiderosa come lui di tale gioioso progetto.

Anna è felice e d'accordo, ma le notti successive fa alcuni sogni o meglio incubi che la inquietano. Ne parla con Luigi che appare piuttosto sconcertato e non sa bene come affrontare le preoccupazioni di Anna.

Gli incubi di Anna vertono sul tema narrativo della nascita di un figlio affetto da qualche malattia genetica e che muore poco dopo. Ma ciò che inquieta maggiormente Anna è la paura che sia Luigi il responsabile della malattia per il bimbo...

Va da se che consultano alcuni bravi ginecologi e genetisti, che escludono, a seguito degli esami approfonditi eseguiti su entrambi, che tali paure abbiano un fondamento clinico.

Ma Anna è ugualmente inquieta e decide di consultarmi. Sin dall'inizio mi chiede di coinvolgere Luigi e mi trova assolutamente d'accordo. Neanche a dire che Luigi è della partita, non sa bene come affrontare la sofferenza di Anna, capisce che è davvero spaventata e per la loro coppia ciò può rappresentare un grave momento di crisi.

Stimolata dalle domande del questionario del copione Anna, in una seduta in cui è presente solo lei dato che Luigi è dovuto andare a Parigi per lavoro, mi racconta che una sua zia le aveva accennato molti anni prima di un "qualcosa" che riguardava la loro famiglia. Anna non aveva approfondito, pensava ad un momento difficile per motivi economici, peraltro ormai superati. Qualche giorno prima, incuriosita, ha contattato la zia ed ha saputo (dopo forti insistenze) che la mamma di Anna aveva abortito, accompagnata allo studio del medico proprio da quella zia, senza che il marito sapesse nulla. Anna fa due veloci conti e capisce che l'aborto è precedente alla sua nascita!

Questa consapevolezza è sia dolorosa che catartica, la mamma di Anna ha dovuto-voluto abortire per una relazione extra-coniugale sconosciuta in famiglia ad eccezione della zia "complice".

Potete immaginare il turbine di sentimenti, dolore e sofferenza di Anna nel mettere in fila tutti questi eventi, che racconta senza alcun filtro a Luigi, sempre più scosso da ciò che ascolta.

Questa dolorosa consapevolezza consente però ad Anna di capire meglio la profondità della sua paura, espressa negli incubi appena vissuti, collegati con ciò che la mamma aveva passato e trasmesso "inconsciamente" alla figliola.

Questo passaggio è essenziale per il percorso di coppia di Anna e Luigi, che ora possono affrontare il loro desiderio di figlio nella realtà fatta di gioia, speranza e fatica (ovviamente) senza i fantasmi di un lutto pieno di sensi di colpa che può avere vissuto la mamma di Anna nella difficile scelta di abortire in segreto.


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