Il tradimento nella coppia






Negli ultimi anni sono rimasto colpito perché diverse persone che avevo seguito in psicoterapia anni addietro mi hanno contattato per parlare ancora con me.
Direte voi, niente di strano, se il rapporto è stato positivo, piuttosto che rivolgersi ad uno psicologo sconosciuto, si telefona al "vecchio psi”.
Ma ciò che mi ha colpito di più è il motivo di queste consultazioni dopo anni, ovvero crisi di coppia che avevano a che fare con un tradimento di lui o di lei.
Si sente spesso dire o si legge che, di questi tempi, le separazioni dovute a tradimenti sono tantissime, quasi un’epidemia…
Ho sempre pensato che quando si scopre un tradimento, si può reagire allo choc in due modi diversi: rivolgersi all'avvocato o allo psicologo. Per quanto attiene l'avvocato, credo che affidarsi ad un bravo professionista è davvero importante per gestire la crisi profonda, soprattutto se ci sono figli, magari anche piccoli.
Se ci si rivolge allo psicologo la partita si gioca in modo diverso, in cuor mio penso sempre che probabilmente qualcosa si può tentare, in riferimento alla coppia, senza per questo sperare che lo psicologo possa fare da "salvatore" della coppia.
La persona "tradita" inizia una serie di colloqui, dolorosi e penosi per se e, credetemi, anche per lo psicologo, dato che alcune storie sono davvero brutte.
Appena ritengo possibile, e con l'assenso del-della paziente, chiedo che possa partecipare agli incontri anche il partner.
Non è facile gestire questo "passaggio" da due a tre, che ritengo essenziale per un lavoro terapeutico sulla coppia, con l'assunto, ben inteso, che lo psicologo ha da essere equidistante dai due.
L'esperienza mi ha insegnato che per diversi mesi la barca della coppia (con annesso psicologo) è nel bel mezzo del mare in tempesta con lampi, tuoni e onde alte tre metri.
Se non si affonda subito (ed è possibile) anche con l'aiuto del migliore psicologo del mondo, allora comincia ad emergere un pezzo di storia antecedente il fattaccio che riguarda davvero l'equilibrio di quella coppia prima dei drammatici eventi del tradimento.
Quando il mare si è un pò calmato, domando sempre alla coppia quand'é che si sono perduti, cos'è successo perché diventassero soci al 50% della coppia e non marito e moglie...
Non è facile digerire queste domande, soprattutto da parte della persona tradita, ma rivedere la storia della coppia, sin dal fidanzamento e poi dal matrimonio o convivenza che sia, ritengo sia essenziale per inserire l'evento traumatico del tradimento in una narrazione di due persone che tempo prima si sono scelte e hanno deciso di vivere assieme, spesso con un progetto di figlio.
Questa parte del lavoro occupa del tempo che serve alla coppia per non gettare via quanto di buono c'è stato e può esserci ancora tra loro due, pur coperto dalla rabbia, dal dolore e dalla sfiducia.
Parte del lavoro è poi cercare di identificare quali sono i valori, le aspettative, i desideri di ciascuno, e qual'è lo spazio comune, quel noi che faticosamente ogni coppia costruisce e deve rinnovare in continuazione per stare bene.
Quando la persona che ha tradito inizia a fare i conti con il senso di colpa per quello che ha fatto ed ha anche paura di perdere il partner, penso che possa essere una piccola ma significativa svolta nel lavoro di terapia dato che se il mare è più calmo è possibile navigare con maggiore fiducia verso una comune meta.

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