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Maurizio e Serena

Foto di Jean-Paul Jandrain da Pixabay

Maurizio e Serena sono cresciuti a Torino e si conoscono da molti anni, sin dai tempi del liceo. Hanno poi studiato entrambi Architettura, comune passione.

Per le note difficoltà ad avere dei contratti stabili in Italia decidono di trasferirsi a Nizza, che conoscono bene, ed iniziano a lavorare presso due studi di architetti italiani.

Alloggiano nello "studio" dei genitori di Serena, senza pagare affitto e nel giro di un anno con i loro stipendi possono considerarsi abbastanza a posto e cominciano a pensare al matrimonio.

Iniziano l'avventura delle nozze con tutte le incombenze del caso, ovviamente con la supervisione delle due mamme che come da tradizione intervengono a "gamba tesa" molto spesso. I genitori vorrebbero il matrimonio a Torino ma i due ragazzi si impuntano per celebrare le nozze a Nizza. Vada per Nizza, familiari ed amici verranno in Costa Azzurra per il loro matrimonio.

Preparativi frenetici, ormai la data è stabilita e mancano solo pochi mesi. Nel tempo libero Maurizio ama fare delle escursioni in bicicletta con un'associazione di appassionati come lui, nelle zone attorno a Nizza. Serena non è della partita, proprio non ama la bicicletta.

Tra le partecipanti alle escursioni in bicicletta c'è Corinne, una bella ragazza francese che non nasconde un certo interesse per Maurizio. Ella sa bene che lui sta per sposarsi ma non le importa.

Avrete già capito il seguito, a pochi mesi dal matrimonio di Maurizio i due hanno una fugace relazione.

Maurizio, pieno di sensi di colpa, dopo pochi incontri decide di interrompere la relazione e si rifuta di vedere ancora Corinne. Il tutto sarebbe rimasto nascosto e segreto ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

I cellulari sono gioie e dolori, in questo caso dolori immensi: Serena casualmente intravede un messaggio in cui Corinne scrive a Maurizio per convincerlo ad incontrarsi ancora...

Potete immaginare il pandemonio, Serena butta fuori di casa Maurizio che va in albergo, non solo, lei racconta a tutti ciò che ha fatto il suo fidanzato che l'ha tradita, ad un passo dal matrimonio per giunta.

Intervento dei rispettivi genitori, parole grosse e dramma per le due mamme che sembrano le più colpite dal tradimento, più ancora di Serena. Saltano le nozze, parentado che si schiera contro Maurizio che l'ha fatta davvero grossa!

Maurizio mi contatta tramite un conoscente, è distrutto e non sa che fare. Lo incontro un po' di volte e mi faccio l'idea che sia caduto come "una pera cotta" nelle braccia di Corinne. Mi convinco che sia stata solo una storia di sesso, Maurizio tiene molto a Serena ma non ha saputo fermarsi per tempo, ed ha rovinato tutto.

Quando la mamma di Serena viene a sapere che incontro Maurizio anch'ella mi vuole incontrare. Così pure la mamma di Maurizio ed un po' alla volta ricevo quasi tutti gli interessati alla triste vicenda. Di fatto vengo "utilizzato" dai membri delle due famiglie come un punto di contatto, li ricevo singolarmente e, credetemi, non è facile per me restare "equidistante".

Sono tutti sinceramente devastati dalla vicenda, attoniti e delusi per quanto fatto da Maurizio che, dal canto suo, si considera proprio una schifezza!

La vicenda prende una svolta quando la mamma di Serena vuole vedere Maurizio al mio studio, incrociare il suo sguardo e dirgli... non so cosa! Organizzo l'incontro a tre (con l'assenso di Maurizio) ed onestamente mi sarei aspettato parole di fuoco della mamma rivolte a Maurizio con l'incontro burrascoso al limite del dramma. Non va come mi sarei aspettato: con gli occhi pieni di lacrime la mamma di Serena abbraccia Maurizio e restano così a lungo senza parlare.

D'improvviso si apre uno spiraglio nel dramma: la mamma di Serena propone un incontro "diretto" dei due ragazzi in mia presenza.

Acconsento, non senza preoccupazione, all'incontro di Serena e Maurizio. Serena è incazzata nera (giustamente), ma vorrebbe salvare quanto di buono c'era stato nella loro lunga storia. Maurizio manca poco che collassi da tanto è angosciato e addolorato e viene tempestato dai rimbrotti di Serena che sembra un fiume in piena. Mi trovo a fare l'arbitro di un incontro di boxe, per evitare che Maurizio finisca a terra quasi morto!

Ne usciamo malconci ma vivi, anzi Serena propone un secondo rdv dopo pochi giorni. Per farla breve gli incontri diretti tra Serena e Maurizio si susseguono per oltre un mese. Sinceramente sono contento della piega presa dagli eventi, sento autentico il "pentimento" di Maurizio che sarebbe disposto a camminare sui carboni ardenti per farsi perdonare...

Serena pretende da Maurizio un percoso di terapia di coppia con me, dato che ormai sono "di famiglia".

Lavoriamo assieme per quasi un anno, i due ragazzi riescono a "recuperare" parti importanti della loro storia, il sentimento che li lega è ancora forte e condiviso. Serena perdona Maurizio, l'ha visto stare così male, sinceramente colpito e pieno di vergogna per quanto ha fatto. 

Serena sente di potere nuovamente affrontare il tema delle nozze: Maurizio vuole dimostrarle quanto ci tiene e decidono una nuova data. Giusto per evitare qualche "fantasma" di troppo si sposeranno a Torino, meglio per tutti...

 

 

P.S. Lo scritto è redatto nel rispetto del Codice della Privacy, GPDP -  Regolamento UE 2016/679.

 


 

 





Sara ed il suo desiderio

Foto di Linkedin Sales Solution su Unsplash

Sara ha lasciato l'Italia cinque anni fa per lavorare in una grande società informatica del polo tecnologico di Sophia-Antipolis, la "Silicon Valley" europea in Costa Azzurra. Ha lasciato a malincuore Napoli consapevole che avrebbe dovuto mettere in conto diversi anni all'estero prima di potere tornare a casa. E' una persona timida e riservata ed anche in ambito lavorativo mantiene rapporti con i colleghi in modo assai superficiale. Frequenta due sue colleghe italiane con cui esce talvolta per una pizza ma nulla di più. Appena può torna a Napoli, vacanze comprese, che è la sua zona di comfort.

Teo, un collega italiano del lavoro, riesce a fatica a "farla uscire" ed hanno una breve liaison, si frequentano per un po' ma Sara sfugge continuamente ed il ragazzo non può che desistere dopo pochi mesi.

Tutto torna come prima, tanto lavoro e vacanze a Napoli. 

Dato che Sara è molto brava e si spende totalmente per il lavoro viene notata da Gabriel, uno dei suoi capi diretti, che le propone una promozione interessante. Sara accetta con entusiasmo, è contenta che il suo capo l'apprezzi e si sente ancor più motivata.

Nella sua nuova posizione deve coordinare alcune persone, ben contente di essere guidate da Sara, che come "capo" è davvero amabile, competente e sempre disponibile.

A volte alla sera Sara e Gabriel "fanno il punto" dei progetti in corso. Di li a poco gli incontri serali diventano quotidiani per seguire al meglio il lavoro del gruppo.

Una sera Gabriel si offre di accompagnarla verso casa, data l'ora tarda ed il tempo piovoso e Sara accetta con piacere. Prima di lasciarla vicino casa l'uomo la bacia. Sara è colpita e sorpresa ma lo lascia fare, tutto sommato gli piace, un uomo così "maturo" le da sicurezza.

Nel fine settimana successivo Gabriel va a casa da lei ed iniziano una relazione che concordano di tenere assolutamente segreta al lavoro. Sara è sorpresa, soprattutto di sè, che si è lasciata coinvolgere in questa storia quasi senza accorgersene ma con un forte desiderio per Gabriel.

Per alcuni mesi la relazione cresce tra loro, passano del tempo assieme e Sara comincia a sognare qualcosa di più con Gabriel. Hanno oltre dieci anni di differenza ciò che conferma a Sara il suo desiderio (o bisogno) di un uomo più maturo vicino, rassicurante per lei.

Sara vorrebbe andare a casa di Gabriel ma lui adduce a scusante il fatto che nel piccolo residence dove vive abitano dei loro colleghi di lavoro che scoprirebbero tutto!

Una sera per fargli una sorpresa Sara si apposta non lontano dal residence di Gabriel, tanto hanno già concordato di vedersi più tardi. 

Da li a poco Gabriel esce e va verso la macchina, ma non è solo! Nell'auto salgono una donna ed una bambina. Ma allora Gabriel è sposato, non solo, ha anche una figlia. Sara è pietrificata, si nasconde e non sa che fare... Si prende una settimana di ferie per scappare a casa, accenna qualcosa ai suoi genitori ma è in grande imbarazzo ed omette molte cose, soprattutto alcuni forti attacchi di panico che ha avuto prima di andare a Napoli. Nel mentre Gabriel la tempesta di chiamate e di messaggi, cui non risponde. Ora è davvero nei guai, se torna al lavoro si ritrova Gabriel, se non torna verrà licenziata e non può nemmeno dire perchè.

Riesce ad avere altri giorni di ferie che servono solo a spostare il problema ed il suo rientro al lavoro. Sara ne parla con Antonio, un cugino, che si offre di accompagnarla in Francia e di parlare con Gabriel.

Sara accetta dato che non sa veramente come fare con Gabriel, e lascia Antonio ad affrontare Gabriel. 

Antonio aspetta Gabriel fuori dal residence, parla a nome di Sara ed esprime in modo chiaro il disgusto e la vigliaccheria del suo comportamento. Mentre i due discutono "calorosamente" la moglie di Gabriel esce attirata dal vocio e capisce velocemente di che stiano parlando i due. Vi lascio immaginare cosa possa essere accaduto tra Gabriel e la consorte, quella sera!

Sara il giorno successivo si presenta al lavoro ma Gabriel non c'è. Risulta malato ed ha anche inoltrato una richiesta di trasferimento ad altra divisione della società, in una città vicina.

Sara è sollevata al pensiero di non vederlo più ma consapevole che deve mettere a posto "parecchie cose" dentro di sè. Antonio mi contatta da parte di Sara, che con difficoltà finalmente prende appuntamento.

Per una persona come Sara palare di cose intime, forti emotivamente è difficile, ed è comprensibile. E' ancora terrorizzata dagli attacchi di panico di cui ha sofferto per colpa di Gabriel, ma ora non può più tacere.

Sara non ha più avuto attacchi di panico, si interroga molto sul suo bisogno di un uomo "maturo" che avrebbe dovuto essere rassicurante (!) e riprende a frequentare Teo, il quale pazientemente è disponibile a uscire nuovamente con lei. Non solo, Sara si sente di raccontare a Teo la triste storia con Gabriel, consapevole che da tanta sofferenza potrà trarre insegnamento e capire cosa pone nel suo desiderio di un uomo vicino a sè.


P.S. Lo scritto è redatto nel rispetto del Codice della Privacy, GPDP -  Regolamento UE 2016/679.














 







 


 





La storia di Angela



Photo: Cultura e culture
Qualche giorno fa avevo espresso il desiderio di raccontare le storie di alcune persone che hanno dovuto trasferirsi in Francia per motivi di lavoro nella nostra bella Regione PACA.
Chiamerò la ragazza Angela, originaria della provincia di Napoli dopo gli studi classici si era trasferita a studiare al Politecnico di Milano, prestigiosa Università ove si era laureata brillantemente. Dapprima aveva alloggiato in condivisione con altre due ragazze campane, successivamente con un ragazzo, suo collega di studi.
In effetti il collega di studi era anche il suo compagno, un tenebroso ragazzo romano avvezzo più a frequentare locali “trendy” che i corsi universitari. Ma si sa, per una ragazza seria e studiosa, un compagno così ha un suo fascino, anche se spesso Angela si preoccupava di non riuscire a studiare come avrebbe voluto…
Terminato il corso di studi Angela aveva cercato un lavoro, possibilmente verso Roma dove avrebbe voluto stabilirsi con il suo ragazzo e poi sposarsi. Il suo ragazzo, abbandonati gli studi, si era “accontentato” di un lavoro a Roma in una piccola società di vendita di computer e materiale informatico.
Angela risponde a molti annunci di lavoro ma è abbastanza demoralizzata, le offrono contratti di sei mesi-un anno a partita IVA e pur a malincuore deve accettare. I due giovani vanno a vivere assieme vicino Roma ma la situazione di coppia è tesa, con quello che guadagnano, tolte le spese faticano ad arrivare alla fine del mese. Va da se che i genitori li aiutano ma come partenza di coppia è davvero faticosa. Oltre all’inglese Angela aveva studiato il francese e quando inaspettatamente era stata contattata da una società di consulenza per un’opportunità di lavoro su Nizza aveva risposto senza esitazione.
Potete immaginare il seguito, colloqui tecnici via Internet, proposta di lavoro, firma e partenza per la Francia dopo nottate a parlare con il suo ragazzo, per niente favorevole a tale scelta.
Con questa valigia pesante di sensi di colpa, Angela si era trasferita a Nizza a vivere.
Tutto sommato i primi mesi non erano stati difficili: aveva buoni colleghi di lavoro di tutto il mondo, l’alloggio si era rivelato confortevole ed era contenta della sua coinquilina italiana.
Il ragazzo era venuto a trovarla diverse volte ed il clima di coppia sembrava rasserenato pur con la fatica e nostalgia di una relazione a distanza. Angela era fiduciosa che il fidanzato si sarebbe trasferito anche lui, appena possibile, per tornare a vivere assieme; nel frattempo lo aveva convinto a studiare il francese.
Angela era contenta, aveva prospettive di lavoro interessanti, viveva in una città che offre molto in termini di piacevolezza di vivere, clima ed in un’ora di aereo poteva essere a Roma. Una maggiore disponibilità economica le aveva permesso di iscriversi ad un corso di yoga che da tanto tempo desiderava praticare, oltre a studiare spagnolo con un piccolo gruppo di colleghi di lavoro.
L’insegnante di spagnolo, un uomo di quasi 50 anni, sposato e con due figli aveva notato eccome tra i suoi allievi questa bella ragazza, studiosa e affidabile.
Forse avete già capito il seguito: Angela cede alle lusinghe dell’insegnante e inizia una storia con quest’uomo maturo. Però, dopo solo due mesi di "follia", Angela ha un sussulto e sta davvero male, non si piace per ciò che ha fatto, si sente sporca e disonesta per avere tradito il suo ragazzo per una storia che sa bene non portare da nessuna parte...
Decide di troncare la storia con il professore, nonostante le sue insistenze, va a Roma ed in una drammatica nottata racconta tutto al suo ragazzo.
Potete immaginare lo sconquasso, pianti da entrambe le parti e vita che sembra non valere più nulla.
Angela si assume totalmente la responsabilità di quanto accaduto, certo la distanza e la nostalgia sono forti, ma il tradimento va ben al di là.
Come amo dire spesso, in queste situazioni o si va dall'avvocato (ci si separa) o si va dallo psicologo per salvare il salvabile. Angela decide di iniziare un percorso terapeutico perché è consapevole che la sofferenza che hanno vissuto è tanta e dovuta a contingenze esterne ed alla fatica di dovere vivere a distanza, quasi fosse una colpa avere un lavoro commisurato agli studi ed al proprio merito.
Il suo ragazzo lascia il "lavoretto" a Roma e si trasferisce a Nizza. Ha difficoltà ad inserirsi e dapprima fa il commesso in una panetteria, poi lava i piatti in un ristorante italiano.
Certo è faticoso per entrambi, ma la sfida è troppo importante, devono stare assieme, uniti e combattere per la loro coppia. 
Salto alle conclusioni: da oltre un anno i due giovani sono stabilmente a Nizza, decisi e consapevoli della loro storia. Il ragazzo continua a lavare piatti, scherzosamente dice che diventerà una lavastoviglie vivente...
Angela ha scoperto da poco di essere incinta, quando mi ha comunicato la notizia non stava nella sua pelle, così pure il suo ragazzo.
Come dire: dopo tanta fatica l'amore prevale. Auguri a loro due, anzi a loro tre!





Il tradimento nella coppia






Negli ultimi anni sono rimasto colpito perché diverse persone che avevo seguito in psicoterapia anni addietro mi hanno contattato per parlare ancora con me.
Direte voi, niente di strano, se il rapporto è stato positivo, piuttosto che rivolgersi ad uno psicologo sconosciuto, si telefona al "vecchio psi”.
Ma ciò che mi ha colpito di più è il motivo di queste consultazioni dopo anni, ovvero crisi di coppia che avevano a che fare con un tradimento di lui o di lei.
Si sente spesso dire o si legge che, di questi tempi, le separazioni dovute a tradimenti sono tantissime, quasi un’epidemia…
Ho sempre pensato che quando si scopre un tradimento, si può reagire allo choc in due modi diversi: rivolgersi all'avvocato o allo psicologo. Per quanto attiene l'avvocato, credo che affidarsi ad un bravo professionista è davvero importante per gestire la crisi profonda, soprattutto se ci sono figli, magari anche piccoli.
Se ci si rivolge allo psicologo la partita si gioca in modo diverso, in cuor mio penso sempre che probabilmente qualcosa si può tentare, in riferimento alla coppia, senza per questo sperare che lo psicologo possa fare da "salvatore" della coppia.
La persona "tradita" inizia una serie di colloqui, dolorosi e penosi per se e, credetemi, anche per lo psicologo, dato che alcune storie sono davvero brutte.
Appena ritengo possibile, e con l'assenso del-della paziente, chiedo che possa partecipare agli incontri anche il partner.
Non è facile gestire questo "passaggio" da due a tre, che ritengo essenziale per un lavoro terapeutico sulla coppia, con l'assunto, ben inteso, che lo psicologo ha da essere equidistante dai due.
L'esperienza mi ha insegnato che per diversi mesi la barca della coppia (con annesso psicologo) è nel bel mezzo del mare in tempesta con lampi, tuoni e onde alte tre metri.
Se non si affonda subito (ed è possibile) anche con l'aiuto del migliore psicologo del mondo, allora comincia ad emergere un pezzo di storia antecedente il fattaccio che riguarda davvero l'equilibrio di quella coppia prima dei drammatici eventi del tradimento.
Quando il mare si è un pò calmato, domando sempre alla coppia quand'é che si sono perduti, cos'è successo perché diventassero soci al 50% della coppia e non marito e moglie...
Non è facile digerire queste domande, soprattutto da parte della persona tradita, ma rivedere la storia della coppia, sin dal fidanzamento e poi dal matrimonio o convivenza che sia, ritengo sia essenziale per inserire l'evento traumatico del tradimento in una narrazione di due persone che tempo prima si sono scelte e hanno deciso di vivere assieme, spesso con un progetto di figlio.
Questa parte del lavoro occupa del tempo che serve alla coppia per non gettare via quanto di buono c'è stato e può esserci ancora tra loro due, pur coperto dalla rabbia, dal dolore e dalla sfiducia.
Parte del lavoro è poi cercare di identificare quali sono i valori, le aspettative, i desideri di ciascuno, e qual'è lo spazio comune, quel noi che faticosamente ogni coppia costruisce e deve rinnovare in continuazione per stare bene.
Quando la persona che ha tradito inizia a fare i conti con il senso di colpa per quello che ha fatto ed ha anche paura di perdere il partner, penso che possa essere una piccola ma significativa svolta nel lavoro di terapia dato che se il mare è più calmo è possibile navigare con maggiore fiducia verso una comune meta.