A proposito dei cinesi...


 
Photo : ©KaisaNet
Non possiamo (giustamente) che ringraziare medici e paramedici cinesi ed essere grati per le tonnellate di materiale sanitario che provengono dalla Cina in aiuto al personale degli ospedali della Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio, regioni così pesantemente colpite dall'emergenza coronavirus.
Molto di questo materiale è acquistato in Cina e qualcuno ora si dispiace che noi europei abbiamo lasciato produrre ai cinesi praticamente di tutto: prodotti base per farmaci etici, materiale disposable sanitario, attrezzature e le famose mascherine. Ciò in nome dei costi ridotti, che ora si ritorcono su di noi, che saremo costretti a comperarli a prezzi aumentati.

Qualche riflessione sulla Cina, assolutamente personale:
Anni fa sono stato in Cina oltre un mese, ospite (fortunato) di un alto dirigente di una banca italiana ed invitato addirittura ad una cena all'Ambasciata Italiana a Pechino per il tramite di una amica di famiglia.
Giusto per capire l'appartamento in cui ero ospitato, nella zona di Pechino riservata agli stranieri era composto da sei stanze e tre bagni, non pulito ma limpido, si poteva mangiare per terra!
Veniva giornalmente una Ahi (domestica) a fare le pulizie ed ho scoperto che era anche guaritrice.
Un bel giorno di ritorno da una estenuante camminata alla Grande Muraglia, che è davvero impervia in alcuni tratti, mi sono ritrovato con la febbre a 39.
E' stato chiamato il medico cinese della banca che mi ha visitato. Ha parlato con la Ahi e, strano a dirsi, ha affidato a lei il compito di curarmi. Io ero esterrefatto, ma il mio amico bancario mi ha detto che è consueto se la Ahi è anche guaritrice! Ebbene la donna mi ha fatto uno strano rituale con parole per me incomprensibili ed ha messo le mani sulla gola per scacciare le entità maligne.
Il giorno dopo ero sfebbrato e sconcertato! Ho ringraziato lungamente la Ahi che non ha assolutamente voluto essere pagata da me dato che considerava un onore avere curato un signore occidentale... Ebbene le persone che ho incontrato, anche nel corso del viaggio per tutta la Cina, erano estremamente gentili, servizievoli e curiose nei confronti degli stranieri, soprattutto italiani. Con tutte le difficoltà della lingua ho sempre incontrato donne e uomini cortesissimi e sorridenti, che si facevano in quattro per darmi aiuto ed assistermi. A Xi'An, praticamente si è fermato il traffico della via principale perchè tutti mi volevano aiutare a raggiungere il famoso esercito di terracotta (magnifico). Sono giunto al sito scortato da una decina di persone sorridenti ed orgogliose di potermi mostrare tale bellezza. Mai nessuno ha voluto denaro, al più una fotografia con me! E poi gente dappertutto, tantissime persone ovunque, in strada, sui mezzi pubblici, nei musei, nelle stazioni, nei mercati e nei locali per mangiare.

Lavorare e vivere in Cina:
Sovente mi sono ritrovato tra vari manager di importanti Società italiane Fiat, Eni, Techint ed ovviamente banche d'affari che si riunivano tra loro per cene nelle eleganti case riservate agli stranieri e non capivo perché i dialoghi, di colpo, in presenza di personale di servizio cinese cambiavano tono e diventavano futili. E' presto detto: non una sola delle persone di servizio era tale, si trattava di funzionari dei servizi interni (segreti) messi apposta li per carpire informazioni...
Un autista di un manager italiano, che diceva di non capire nulla della nostra lingua, era stato beccato a parlare con una graziosa turista italica, giusto per abbordarla!
Pensate: un giovane manager dell'Ansaldo viaggiava spesso con omologhi cinesi per lavoro, e stava cercando di imparare un po' di cinese tra le risa divertite dei suoi "colleghi". Orbene il nostro non solo capiva benissimo il mandarino, ma lo scriveva pure. Ho ancora delle sue traduzioni di scritti di Mao con tanto di dedica... Sicuramente avete capito il perché, guerra commerciale e di informazioni.
Non solo, al mio ritorno a Milano avevo in valigia una relazione riservata per una banca italiana, che ho personalmente consegnato nelle mani di un dirigente dell'Istituto, completamente diversa dalla versione che era stata fatta circolare apposta a Pechino perché fosse "visionata", con informazioni false.

I bambini:
Ricordo che mi avevo colpito la gran quantità di bambine e bambini, simpatici, giocosi ed affascinati da noi occidentali. I genitori cortesemente mi chiedevano di fare delle foto con me, orgogliosi di stare vicino ad un europeo. Alla zoo di Shanghai ricordo che mentre fotografavo i Panda giganti avevo sentito ridere fragorosamente dei bambini. Mi ero voltato e mi ero accorto che ridevano per me: avevo i pantaloni corti e le gambe pelose, assolutamente inconsueto per i cinesi.
Ebbene ho passato il pomeriggio ad essere fotografato con bambini vicino, davanti alla gabbia del Panda gigante che, credetemi, incrociando il mio sguardo aveva capito benissimo tutto.

I mercati:  Ho visto cose che voi umani…
Tralascio la crudeltà ed indifferenza delle stesse persone sorridenti che mi porgevano un fiore e che si trasformavano in sanguinari e sadici macellai per animali viventi di ogni sorta.
Gli animali vivi vengono uccisi e consumati sul posto o preparati per essere portati a casa. Sangue dappertutto, si scivola addirittura mentre si cammina…
La maggior parte delle epidemie degli ultimi anni si è sviluppata in Cina: dall'asiatica del 1957 all'influenza di Hong Kong del 1968, passando per la Sars (2002), H5N1 (2008) e per il nuovo Coronavirus Covid-19, sembra che questo paese sia particolarmente preso di mira dai virus.
Lo stretto contatto tra uomini e animali, che vengono tenuti in casa e nelle fattorie per essere allevati o mangiati, per non parlare di tutti quei mercati in cui vengono venduti animali vivi è certo la fonte principale delle infezioni. Nel 2008 con la famosa H5N1-Aviaria le autorità cinesi sono state costrette ad attuare una enorme strage di polli sin nelle case dei cittadini per cercare disperatamente di bloccare l'epidemia. Soprattutto i pipistrelli sono incubatori di molti di questi virus: Nipah, Hendra, Sars, Mers, Ebola ed il nuovo coronavirus.
Uno degli ultimi giorni a Pechino con il mio amico siamo andati in un famoso ristorante a cenare. Sapete quali erano le specialità per cui i borghesi cinesi andavano li a mangiare: pipistrello e topo oltre alla famosissima anatra laccata (noi abbiamo mangiato quella).
Credo che prima o poi qualcuno dovrà rendere conto di questa catastrofe mondiale, alla luce delle conoscenze acquisite. Il popolo cinese è magnifico, con una millenaria cultura ma sulle conseguenze di certe scelte alimentari ci sarebbe molto da dire anche perché se una volta mangiare topi, serpenti e pipistrelli era il segno della fame (ahimé) ora la Cina non è certo un paese arretrato ma capitalista ben più dei cosiddetti Paesi Occidentali.
P.S. Il mio amico a Pechino ha detto che i mercati vendono ancora le stesse povere bestie vive da macellare. E' però proibito fare fotografie, potrebbero urtare la suscettibilità di taluni!


Photo: sopra il mio nome in cinese, sotto.... traducete voi.

Nessun commento