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Purtroppo ci risiamo...

 

©scienzainrete.it
Ingenuamente pensavo difficile "la seconda ondata", ma mi devo ricredere. Ipotizzavo semmai una ripresa dei contagi dovuta all'afflusso degli studenti alle scuole e maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, ma non con un tale incremento.

Si poteva/doveva supporre soprattutto da parte degli "esperti" virologi, infettivologi, o quant'altro, che giornalmente presidiano le trasmissioni televisive sia in Italia che in Francia?

Rimango del parere che alla enorme quantità di notizie non corrispondeva una qualità correlata, abbiamo tutti assistito a "duelli" mediatici tra i soliti Professori, addirittura talvolta con denunce ed offese pubbliche che mal si addicono alla scienza. Trovo davvero insopportabile che "gli scienziati" si siano abbassati a baruffe da Talk show di tale livello. E poi chi ha ragione? Non dovrebbero essere i dati clinico-scientifici l'unico vertice di osservazione e analisi?

Sul côté psicologico poi, abbiamo sentito di tutto e tutto il contrario!

Purtroppo la mia famiglia è stata duramente colpita dal decesso di una cara persona, dopo un ricovero di quasi un mese al Policlinico, ospedale milanese di eccellenza, che però ha lasciato molti dubbi per il protocollo obbligatorio seguito dai medici curanti. Abbiamo addirittura dovuto contattare il Tribunale per i Diritti dei Malati per consentire ad una persona di visitare il malato che, nella notte successiva è mancato.

Nessuno mette in dubbio la professionalità dei medici curanti, ma sentirsi dire che non avevano al momento in stock un farmaco antivirale ritenuto essenziale per la cura, non disponibile in ospedale, lascia sgomenti. Guarda caso un antivirale costoso di produzione inglese...

Ne consegue richiesta della cartella clinica, che amici medici italiani e francesi desiderano consultare perchè rimasti perplessi dal tipo di cure somministrate. Era davvero Covid (dov'è il test positivo) o una polmonite che si è aggravata per il tipo di cure prestate? Magari non verrà fuori nulla (in fin dei conti per la nostra serenità lo speriamo ardentemente) ma tant'è.

Un giorno dovremo anche interrogare le case farmaceutiche, che hanno fatto e stanno facendo affari d'oro, e comprendere il loro coinvolgimento (interessato) nella pandemia. Ora non è il momento, ma le domande restano nell'aria.

Per non parlare del vaccino, per taluni già in fase avanzata di sperimentazione, con una specie di gara a chi arriva prima a registrarlo e, ovviamente, vendere agli Stati milioni di dosi. Molti virologi però ci mettono in guardia dal facile entusiasmo per il vaccino. Non credono possa essere sviluppato adeguatamente e soprattutto semmai dopo almeno uno-due anni di sperimentazione sull'uomo.

Capitolo tamponi: a Milano è difficile fare un tampone in tempi brevi. Per precauzione tutti noi ci siamo registrati per un tampone PCR (quello del naso) ma per accelerare la procedura, guarda caso, ci si può rivolgere ad un centro privato e per 90 euro (mediamente) si potrà fare velocemente. Anche a Nizza non è agevole, forse un pò meglio, soprattutto è a totale carico della ottima Cpam, bisogna dirlo!

Ho seguito più volte gli interventi del virologo Giorgio Palù, pacatamente ha detto la sua, mi pare senza polemizzare con gli altri emeriti colleghi. Una voce un pò fuori dal coro, ma non sono in grado di valutare se ha ragione o meno.

Una cosa mi trova però d'accordo, quando chiama in causa la Cina e relative responsabilità sulla Pandemia. E' stato appurato che il virus Covid-19 iniziava a diffondersi già nel settembre del 2019 in Cina, proprio a Wuhan. Pipistrello, pangolino, mercati "umidi", laboratorio BSL4, azione premeditata o fuga del virus per un incidente? Forse non lo sapremo mai, però qualche domandina sconveniente al governo cinese andrebbe fatta.

Soprattutto in riferimento ai mesi di ritardo nel segnalare l'epidemia all'OMS che ha colpevolmente coperto la Cina nelle fasi iniziali, per poi dare l'allarme quando la frittata era stata fatta.

Del resto il governo Cinese già per altre pandemie in anni non lontani (H1N1, Sars, e Mers), ha colpevolmente coperto dati clinici ed epidemiologici al resto del mondo, nel tentativo di circoscrivere l'infezione senza clamore. Poi se non fossero riusciti a contenere il virus, beh... affari nostri.

Visto il danno terribile a livello mondiale, e non ne siamo ancora fuori, credo necessario che i governi europei e non solo, si facciano carico di porre queste scomode domande al governo cinese che, va detto, ad oggi non ha permesso alcuna ispezione internazionale od inchiesta da parte di altri paesi.

Nel frattempo stiamo tutti attenti, proteggiamoci e proteggiamo gli altri ed... incrociamo le dita.




 

 

 


 



 

A proposito dei cinesi...


 
Photo : ©KaisaNet
Non possiamo (giustamente) che ringraziare medici e paramedici cinesi ed essere grati per le tonnellate di materiale sanitario che provengono dalla Cina in aiuto al personale degli ospedali della Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio, regioni così pesantemente colpite dall'emergenza coronavirus.
Molto di questo materiale è acquistato in Cina e qualcuno ora si dispiace che noi europei abbiamo lasciato produrre ai cinesi praticamente di tutto: prodotti base per farmaci etici, materiale disposable sanitario, attrezzature e le famose mascherine. Ciò in nome dei costi ridotti, che ora si ritorcono su di noi, che saremo costretti a comperarli a prezzi aumentati.

Qualche riflessione sulla Cina, assolutamente personale:
Anni fa sono stato in Cina oltre un mese, ospite (fortunato) di un alto dirigente di una banca italiana ed invitato addirittura ad una cena all'Ambasciata Italiana a Pechino per il tramite di una amica di famiglia.
Giusto per capire l'appartamento in cui ero ospitato, nella zona di Pechino riservata agli stranieri era composto da sei stanze e tre bagni, non pulito ma limpido, si poteva mangiare per terra!
Veniva giornalmente una Ahi (domestica) a fare le pulizie ed ho scoperto che era anche guaritrice.
Un bel giorno di ritorno da una estenuante camminata alla Grande Muraglia, che è davvero impervia in alcuni tratti, mi sono ritrovato con la febbre a 39.
E' stato chiamato il medico cinese della banca che mi ha visitato. Ha parlato con la Ahi e, strano a dirsi, ha affidato a lei il compito di curarmi. Io ero esterrefatto, ma il mio amico bancario mi ha detto che è consueto se la Ahi è anche guaritrice! Ebbene la donna mi ha fatto uno strano rituale con parole per me incomprensibili ed ha messo le mani sulla gola per scacciare le entità maligne.
Il giorno dopo ero sfebbrato e sconcertato! Ho ringraziato lungamente la Ahi che non ha assolutamente voluto essere pagata da me dato che considerava un onore avere curato un signore occidentale... Ebbene le persone che ho incontrato, anche nel corso del viaggio per tutta la Cina, erano estremamente gentili, servizievoli e curiose nei confronti degli stranieri, soprattutto italiani. Con tutte le difficoltà della lingua ho sempre incontrato donne e uomini cortesissimi e sorridenti, che si facevano in quattro per darmi aiuto ed assistermi. A Xi'An, praticamente si è fermato il traffico della via principale perchè tutti mi volevano aiutare a raggiungere il famoso esercito di terracotta (magnifico). Sono giunto al sito scortato da una decina di persone sorridenti ed orgogliose di potermi mostrare tale bellezza. Mai nessuno ha voluto denaro, al più una fotografia con me! E poi gente dappertutto, tantissime persone ovunque, in strada, sui mezzi pubblici, nei musei, nelle stazioni, nei mercati e nei locali per mangiare.

Lavorare e vivere in Cina:
Sovente mi sono ritrovato tra vari manager di importanti Società italiane Fiat, Eni, Techint ed ovviamente banche d'affari che si riunivano tra loro per cene nelle eleganti case riservate agli stranieri e non capivo perché i dialoghi, di colpo, in presenza di personale di servizio cinese cambiavano tono e diventavano futili. E' presto detto: non una sola delle persone di servizio era tale, si trattava di funzionari dei servizi interni (segreti) messi apposta li per carpire informazioni...
Un autista di un manager italiano, che diceva di non capire nulla della nostra lingua, era stato beccato a parlare con una graziosa turista italica, giusto per abbordarla!
Pensate: un giovane manager dell'Ansaldo viaggiava spesso con omologhi cinesi per lavoro, e stava cercando di imparare un po' di cinese tra le risa divertite dei suoi "colleghi". Orbene il nostro non solo capiva benissimo il mandarino, ma lo scriveva pure. Ho ancora delle sue traduzioni di scritti di Mao con tanto di dedica... Sicuramente avete capito il perché, guerra commerciale e di informazioni.
Non solo, al mio ritorno a Milano avevo in valigia una relazione riservata per una banca italiana, che ho personalmente consegnato nelle mani di un dirigente dell'Istituto, completamente diversa dalla versione che era stata fatta circolare apposta a Pechino perché fosse "visionata", con informazioni false.

I bambini:
Ricordo che mi avevo colpito la gran quantità di bambine e bambini, simpatici, giocosi ed affascinati da noi occidentali. I genitori cortesemente mi chiedevano di fare delle foto con me, orgogliosi di stare vicino ad un europeo. Alla zoo di Shanghai ricordo che mentre fotografavo i Panda giganti avevo sentito ridere fragorosamente dei bambini. Mi ero voltato e mi ero accorto che ridevano per me: avevo i pantaloni corti e le gambe pelose, assolutamente inconsueto per i cinesi.
Ebbene ho passato il pomeriggio ad essere fotografato con bambini vicino, davanti alla gabbia del Panda gigante che, credetemi, incrociando il mio sguardo aveva capito benissimo tutto.

I mercati:  Ho visto cose che voi umani…
Tralascio la crudeltà ed indifferenza delle stesse persone sorridenti che mi porgevano un fiore e che si trasformavano in sanguinari e sadici macellai per animali viventi di ogni sorta.
Gli animali vivi vengono uccisi e consumati sul posto o preparati per essere portati a casa. Sangue dappertutto, si scivola addirittura mentre si cammina…
La maggior parte delle epidemie degli ultimi anni si è sviluppata in Cina: dall'asiatica del 1957 all'influenza di Hong Kong del 1968, passando per la Sars (2002), H5N1 (2008) e per il nuovo Coronavirus Covid-19, sembra che questo paese sia particolarmente preso di mira dai virus.
Lo stretto contatto tra uomini e animali, che vengono tenuti in casa e nelle fattorie per essere allevati o mangiati, per non parlare di tutti quei mercati in cui vengono venduti animali vivi è certo la fonte principale delle infezioni. Nel 2008 con la famosa H5N1-Aviaria le autorità cinesi sono state costrette ad attuare una enorme strage di polli sin nelle case dei cittadini per cercare disperatamente di bloccare l'epidemia. Soprattutto i pipistrelli sono incubatori di molti di questi virus: Nipah, Hendra, Sars, Mers, Ebola ed il nuovo coronavirus.
Uno degli ultimi giorni a Pechino con il mio amico siamo andati in un famoso ristorante a cenare. Sapete quali erano le specialità per cui i borghesi cinesi andavano li a mangiare: pipistrello e topo oltre alla famosissima anatra laccata (noi abbiamo mangiato quella).
Credo che prima o poi qualcuno dovrà rendere conto di questa catastrofe mondiale, alla luce delle conoscenze acquisite. Il popolo cinese è magnifico, con una millenaria cultura ma sulle conseguenze di certe scelte alimentari ci sarebbe molto da dire anche perché se una volta mangiare topi, serpenti e pipistrelli era il segno della fame (ahimé) ora la Cina non è certo un paese arretrato ma capitalista ben più dei cosiddetti Paesi Occidentali.
P.S. Il mio amico a Pechino ha detto che i mercati vendono ancora le stesse povere bestie vive da macellare. E' però proibito fare fotografie, potrebbero urtare la suscettibilità di taluni!


Photo: sopra il mio nome in cinese, sotto.... traducete voi.