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Come in un racconto distopico, l’inizio dell’anno è stato segnato da una
successione di eventi drammatici per i quali non disponiamo ancora di
un lessico adeguato. Diversi paesi del mondo sono stati coinvolti:
Venezuela, Iran, Cuba. Espressioni come “Board of Peace”, “Riviera di
Gaza”, “ICE” richiamano a inversioni di senso che abbiamo imparato a
conoscere dalla letteratura post-bellica, da chi l’orrore lo aveva visto
con i propri occhi e cercava un modo di raccontarlo perché non si
ripetesse. “La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è
forza” scriveva nel 1948 George Orwell nel suo celeberrimo romanzo
“1984”. Camminiamo spaesati tra le macerie, ancora fumanti, del diritto
internazionale.
Per lungo tempo questa violenza è stata ai
margini dell’ordine occidentale, abbiamo pensato che l’orrore fosse
stato sconfitto, le parole “mai più” sembravano aver assunto un senso
onnicomprensivo, illudendoci anche che fossero realtà condivisa. Oggi,
tuttavia, quella stessa violenza ritorna al centro e attraversa anche le
società che avevano preteso di restarne immuni. L’ombra coloniale non
si manifesta più soltanto nei territori storicamente assoggettati, ma
riemerge dentro le stesse democrazie, prima in forme meno evidenti, oggi
in maniera sempre più eclatante.
In questo contesto ci troviamo
a curare, ad ascoltare, a cercare parole capaci di restituire senso a
una realtà che appare improvvisamente disordinata, violenta e
contraddittoria, ma che forse non aveva mai smesso di esserlo. Come
prendersi cura del malessere dei singoli, dei gruppi e delle istituzioni
dentro un simile scenario storico? La disciplina psicologica si può
davvero considerare al riparo dal rischio di diventare, consapevolmente o
meno, uno strumento di adattamento, controllo e sorveglianza?
La serata propone una riflessione sul presente attraverso uno sguardo
multidisciplinare, l’unico che possa garantire di non cadere in
spiegazioni semplificanti e rispetti la complessità del momento storico
che stiamo vivendo come collettività.
Relatrici e relatori:
Roberto BERTOLINO, psicologo psicoterapeuta, Centro Frantz Fanon di Torino
Annalisa CAMILLI, giornalista di Internazionale - in collegamento da remoto
Rahel SEREKE, urbanista e politologa, fondatrice dell’associazione “Cambiare Passo”
Moderano:
Valentina STIRONE, Psicologa psicoterapeuta, Componente Comitato scientifico Casa della Psicologia
Gabriele TAPELLA, Psicologo psicoterapeuta, Componente Comitato scientifico Casa della Psicologia
Danilo CORONA, Psicologo psicoterapeuta, Consigliere OPL, Resp. Comitato scientifico Casa della Psicologia
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