Gianna ed Augusto

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Gianna ed Augusto sono due giovani che si sono trasferiti in Francia da un paesino del Lazio, distante un centinaio di chilometri dalla Capitale. Si erano conosciuti a Roma nella stesso ristorante in cui lei lavorava come cameriera e lui aiuto cuoco. Poco dopo erano andati a convivere ma per via dei contratti e delle basse retribuzioni avevano pensato di provare un’esperienza all’estero, in Francia. Tramite uno zio di lei in breve tempo hanno avuto un contatto con un noto ristorante della Costa Azzurra e, detto fatto, si sono trasferiti con molta voglia e speranza di potere avere un lavoro sicuro e in breve tempo potersi sposare. I primi tre anni sono vissuti positivamente: il lavoro è tanto ma sono soddisfatti del posto e degli stipendi, cui si aggiungono spesso dei premi in denaro il che permette loro di mettere da parte ciò che potrà servire per il matrimonio ed una casetta loro.
Nel corso del quarto anno il ristorante passa di mano, il nuovo proprietario spinge solo per guadagnare il più possibile anche a scapito della qualità del cibo e della relazione con la clientela.
Iniziano tensioni, piccoli scontri ed il personale del ristorante, composto da sei persone, non vede l’ora di cambiare lavoro.
Gianna ed Augusto sono molto frustrati dato che cambiare non è facile ed i loro progetti, matrimonio e casa, sembrano allontanarsi nel tempo.
Gianna poi ha spesso dei mancamenti, si sente senza forze ed ha difficoltà ad alzarsi per andare al lavoro. Augusto dapprima sottovaluta questi sintomi ma poi realizza che entrambi stanno male, sono demotivati e Gianna è al limite del burn-out.
Augusto “prende in mano la situazione” e decidono di lasciare la Francia e tornare a Roma, dapprima presso conoscenti poi si vedrà. Il trasferimento ha un effetto positivo su Gianna che si sente subito meglio ed anche Augusto è come liberato da una situazione troppo frustrante.
A Roma non è certo difficile trovare lavoro nella ristorazione, ovviamente con contratti, stipendi ed orari…. “Italiani”, ma tant’è !
Passa velocemente quasi un anno, i due giovani affittano una casetta e la loro vita sembra riprendere un ritmo lineare, senza troppi scossoni.
Una mattina Gianna si sente strana, come svuotata di energie, ha paura di uscire di casa per andare con Augusto al lavoro, che raggiungono assieme in scooter.
Gianna si prende alcuni giorni di malattia e tutto sembra passato. Rientra al lavoro ma una sera si rende conto che è bagnata di sudore, ha freddo, nausea e voglia di vomitare. I colleghi la vedono in quello stato e la soccorrono, mentre Augusto chiama un taxi e la porta immediatamente a casa.
Notte agitata e grande preoccupazione di Augusto che non sa che fare. È tentato di chiamare l’auto medica per una visita domiciliare ma Gianna si oppone fermamente e, finalmente, riesce ad addormentarsi.
I giorni successivi Gianna si sente “strana”, respira male, ha paura di tutto e teme una brutta malattia, pensa ad un tumore o gravi problemi al cuore. Iniziano una serie di visite mediche ed esami prescritti dal loro medico, molto attento e scrupoloso. Al termine degli esami non si evidenzia nulla di sospetto. Il medico, alla luce degli esami fatti inizia a parlare a Gianna di un possibile attacco di panico e suggerisce una consultazione con uno psicologo. Gianna ed Augusto sono molto sorpresi da tale ipotesi, attacco di panico per quale ragione…?
Poco convinta Gianna prende appuntamento in un servizio pubblico di psicologia. Preferisce parlare con una donna, le sembra più facile ed immediato. Si comporta da “brava fanciulla”, e concorda una consultazione di una decina di sedute, poi si vedrà. Gianna ha molta difficoltà a parlare delle sue emozioni ad eccezione dell’amore che sente per Augusto, suo compagno, alleato e “complice“ nei progetti di vita. Un giorno in seduta fa un lapsus, subito ripreso dalla psicologa: chiama il padre Aldo che invece si chiamava Ettore. 
Interrogata per questo “scambio” prova un forte sentimento di paura, è come irrigidita e respira male. La psicologa coglie che qualcosa sta per emergere dal profondo delle emozioni di Gianna che infatti piangendo racconta di un episodio accaduto tra lei e suo padre quando aveva 14 anni e rimasto sempre segreto. Non sa nemmeno come chiamare quell’episodio. Di fatto il padre, piuttosto bevuto, aveva cercato di metterle le mani addosso in casa mentre la mamma era al lavoro.
Gianna era riuscita a divincolarsi, senza urlare, ed era scappata di casa per andare da una zia, senza mai raccontare a nessuno quanto accaduto. Anche il padre aveva fatto finta di nulla e mai detto parola anche a Gianna.
Seduta difficile ed impegnativa ma essenziale per dare senso all’attacco di panico di Gianna, retaggio di quell’episodio doloroso nel contesto intimo della famiglia. 
Gianna conviene con la psicologa che è ora di rompere il segreto che dura da troppo, ne parlerà con la mamma, del tutto ignara ora che il padre Ettore è mancato da anni.
Gianna sente che deve parlarne anche ad Augusto, pur con tutta la difficoltà per l’episodio che per vergogna aveva tentato di seppellire nel profondo delle sue emozioni.
Potete immaginare lo sconcerto ed il dolore di Augusto nel conoscere quell’episodio che, di fatto, cementa ancor più il legame dei due ragazzi.
Gianna conviene con la psicologa di lavorare qualche tempo ancora sulle emozioni legate a quel ricordo ed al senso di vergogna che l’ha accompagnata per così tanti anni.
Gianna è assai sorpresa nel capire che quell’attacco di panico, che sembrava senza senso, l’ha costretta alla consultazione ed il suo lapsus in seduta (sul nome del padre) ha consentito di riportare alla coscienza un profondo conflitto. 
Ancora una volta un sintomo (l’attacco di panico), apparentemente scollegato dalla vita della persona costringe a farsi carico di ricordi ed emozioni dolorose che agiscono a livello inconscio/preconscio.
Anche avere rotto il segreto doloroso che Gianna portava dentro di se ha contribuito a “liberare” la giovane da un peso eccessivo di cui si vergognava mentre era solo vittima.
Da li a qualche mese, per dare slancio ai loro progetti Gianna ed Augusto decidono di tornare in Francia, con un preciso obiettivo: aprire un loro locale, una trattoria romana, con cibi della migliore tradizione della cucina laziale. Un’amica d’infanzia di Gianna entrerà in società con loro e contribuirà al lavoro in sala.  
Da qualche mese il desiderio dei tre giovani si è concretizzato, sembra proprio di entrare in un locale di Trastevere ed ovviamente, la cucina è di alto livello, la carbonara poi è da urlo…

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