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EXPO 2015, nutrire anche la mente



EXPO 2015 vuole essere non solo una rassegna espositiva, ma anche un processo partecipativo che intende coinvolgere numerosi soggetti attorno a un tema decisivo: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Il progetto dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia porterà il proprio contributo occupandosi della tematica della nutrizione in relazione alla mente. L’argomento generale sarà declinato attraverso l’approfondimento del ruolo della psicologia nel nutrire la mente, a fronte di ciò che, invece, può danneggiarla e minarne le potenzialità. Saranno quindi presi in considerazione diversi aspetti che possono creare un danno alla mente, sia a livello generale, sia in modo più specificatamente legato alla dimensione dell’alimentazione, nell’ottica degli interventi di prevenzione e di cura che la psicologia può mettere in campo in questi ambiti.  

L'Ordine degli Psicologi della Lombardia propone quindi due tipologie di eventi: Fuori Expo ed Expo-Zone che si realizzeranno da maggio a ottobre 2015, con l’intenzione di entrare in contatto con molteplici dimensioni sociali e culturali e di affrontare tematiche pregnanti e attuali, al fine di accogliere e di rispondere alle istanze che emergono dal territorio. 
In questa direzione gli interventi previsti per Fuori Expo si focalizzeranno su molteplici situazioni critiche che impattano sul funzionamento individuale e della società, andando a distruggere e deteriorare il pensiero e le possibilità di sviluppo, di crescita e di integrazione della mente. A partire da tematiche di cui comunemente si occupa la psicologia, ma che trovano al contempo notevole interesse nel pubblico di non addetti ai lavori, si tratterà quindi l’argomento di ciò che danneggia la mente da prospettive differenti. Tutti i temi saranno affrontati evidenziando le riflessioni, le risorse e le risposte che la psicologia, nelle sue diverse declinazioni, può mettere in campo per fronteggiare le situazioni di crisi.



Il contatto diretto con il territorio si realizzerà invece attraverso il progetto Expo-zone, in collaborazione con i Consigli di zona della città, che vedrà l’incontro tra gli psicologi e la popolazione nelle diverse zone di Milano. In questo contesto saranno affrontate problematiche specifiche e di interesse generale, attraverso un lavoro di orientamento e di promozione del ruolo dello psicologo nel fornire risposte alle diverse forme di difficoltà. Oltre ai momenti di contatto tra gli psicologi e la cittadinanza, il progetto prevede anche una serie di incontri conclusivi nelle diverse zone di Milano, aperti a tutta la popolazione e condotti da specialisti dei diversi settori. EXPO 2015 vuole essere non solo una rassegna espositiva, ma anche un processo partecipativo che intende coinvolgere numerosi soggetti attorno a un tema decisivo: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

L'omosessualità: condizione psicologica, scelta o malattia...




Sin dai tempi dei primi corsi di laurea in Psicologia (Padova e Roma), gli studenti di psicologia dinamica (psicoanalisi), avevano già chiaro in mente, dopo la lettura delle bellissime pagine sullo sviluppo psicologico del bambino, scritte da Freud, che l'omosessualità è una condizione dell'essere umano, per cui poco importava andare alla ricerca di elementi genetici per dimostrare non si sa bene cosa.
Nella prima parte della mia tesi di laurea avevo citato anche gli studi del biologo americano Alfred Kinsey, autore del famoso rapporto Kinsey, che consisteva in due volumi sul comportamento sessuale dell'essere umano: Sexual Behaviour in the Human Male (Il comportamento sessuale dell'uomo, anno 1948) e Sexual Behaviour in the Human Female (Il comportamento sessuale della donna, anno 1953).
Il rapporto Kinsey ebbe un effetto dirompente sulla società USA ed in Europa, anche se i risultati del suo lavoro furono considerati controversi e vi furono molte polemiche. Però il lavoro di Kinsey costrinse a mettere in dubbio conoscenze convenzionali e tabù sulla sessualità, soprattutto nella parte che metteva in crisi la convinzione che l'eterosessualità e l'astinenza fossero la norma, statisticamente nonché eticamente. Kinsey parlava di prevalenza di differenti orientamenti sessuali, e non era certo stupito di percentuali "ufficiose" che indicavano all'interno della società USA di almeno un 10% di individui gay.
Potete immaginare le reazioni dei "benpensanti" e di gran parte della società civile...!
Kinsey, molto correttamente rifiutava parole come "eterosessuale" o "omosessuale" per etichettare le persone, dato che la sessualità cambia con il tempo e si esprime sia negli aspetti fisici che in quelli psicologici come attrazione, desiderio e fantasia.
"Passano gli anni ma otto son lunghi..." Così cantava Celentano in Il ragazzo della via Gluck, orbene di anni ne sono passati tantissimi e il 17 gennaio 2015 è stato organizzato dalla Regione Lombardia il convegno Difendere la famiglia, difendere la comunità.
Orbene, le associazioni “Obiettivo Chaire” ed “Alleanza Cattolica”, (cito) "...Entrambe impegnate ad aiutare “giovani e meno giovani, feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale” e a ricercare “le cause (spirituali, psicologiche, culturali, storiche) che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”  Oltre a notare il logo dell’Expo in bella mostra sul manifesto dell’iniziativa, i partecipanti al convengo avranno modo di ascoltare un relatore d’eccezione: il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, invitato a concludere i lavori di questo singolare congresso pensato per chi ha a cuore la sorte e la “guarigione” dei diversamente etero.
Immediatamente tutti i giornali hanno riportato le reazioni sdegnate e le critiche non solo delle associazioni gay, ma di gran parte delle forze politiche, di intellettuali e cittadini che rifuggono questa deriva oscurantista ed omofoba...!
Chissà cosa avrebbe detto Kinsey se fosse stato presente a quel convegno... lui che era un biologo, ma anni luce avanti rispetto ad una psichiatria e ad una società pronta a "curare" i gay, per farli tornare sulla retta via, o in caso di fallimento, punirli anche con il carcere!
Nella mia pratica professionale ho seguito spesso donne o uomini "gay", alcuni all'interno di coppie stabili, molti altri alla ricerca di una relazione importante. Non li ho curati per l'omosessualità, anche se qualcuno dapprima portava ciò come questione, li ho accompagnati a trovare maggiore equilibrio ed una relazione affettiva, senza preoccuparmi se il partner portava i pantaloni o la gonna.