La conclusione
del trattamento fu brusca e priva di elaborazione. Secondo quanto Freud
riferì a Ernest Jones, Breuer interruppe la cura dopo un episodio di
gravidanza isterica, in cui la paziente sosteneva di portare un figlio
suo. La rottura appare non simbolizzata: un evento non trasformato in
esperienza psichicamente pensabile.
Negli anni
successivi attraversò una nuova fase di instabilità, con ricoveri e
ricadute. Tra il 1888 e il 1889, trasferitasi a Francoforte, iniziò
un’intensa attività letteraria e un impegno sociale nella comunità
ebraica: collaborò con un orfanotrofio, di cui divenne direttrice nel
1895, e nel 1904 fondò il Jüdischer
Frauenbund, guidandolo per vent’anni nella lotta contro la tratta e lo sfruttamento delle donne.
Non
parlò mai della malattia e si oppose alla psicoanalisi. Il rifiuto può
essere letto come effetto della frattura con Breuer, del rischio delle
relazioni terapeutiche asimmetriche e di una divergenza più profonda: la
sofferenza femminile non era per lei solo intrapsichica, ma anche
materiale e strutturale. Inoltre, poiché il suo caso circolava senza
controllo, il silenzio fu anche una forma di riappropriazione di sé.
Nel
1954 la Repubblica Federale Tedesca le dedicò un francobollo nella
serie Helfer der Menschheit. Prima paziente della psicoanalisi, divenne
una figura autorevole dell’impegno sociale europeo.
Buon compleanno, Bertha.
© Centro Psicoanalitico di Bologna
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