I Social creano dipendenza ?

 

© Pexels
Meta, l’azienda che possiede Instagram e Facebook, si è accordata con oltre quaranta Stati americani per pagare circa 18 miliardi di dollari (15,45 miliardi di euro) di risarcimenti e chiudere così un processo in cui era accusata di aver progettato volontariamente le sue piattaforme Social in modo che creassero dipendenza.
Le fasi preliminari del processo erano iniziate poche settimane fa ma Meta ha preferito giungere ad un’accordo. Già Meta aveva dovuto pagare oltre 450 milioni di dollari per accuse di violazione della privacy legate al caso Cambridge Analytica, un’azienda di consulenza britannica finita al centro di un grosso scandalo negli anni scorsi per il modo in cui aveva gestito i dati degli utenti di Facebook.

Tale accordo miliardario è venuto dopo che nel marzo 2026 una giuria popolare di Los Angeles aveva condannato Meta e Google a risarcire con 6 milioni di dollari una donna che aveva accusato le due società di aver contribuito alla sua dipendenza dai Social, sviluppata durante l’infanzia e sfociata in ansia, depressione e problemi legati all’immagine e alla percezione del proprio corpo.
L’accordo non prevede un’ammissione di colpevolezza da parte di Meta, dovrà essere approvato dal tribunale e nel frattempo il processo è stato sospeso. Meta, che ha sempre respinto le accuse, sosteneva che non esistessero prove scientifiche della dipendenza creata dai social network, e che quindi le argomentazioni dell’accusa non fossero sufficientemente fondate. 

Meta ha, guarda caso, accettato di imporre di default dei limiti giornalieri all’utilizzo delle proprie app da parte degli adolescenti, un blocco sulla loro attività durante la notte e un limite alle notifiche che ricevono durante le ore scolastiche. Queste impostazioni sarebbero modificabili solo con l’autorizzazione dei genitori. Si è impegnata anche a rafforzare il sistema di verifica dell’età per impedire ai bambini di vedere contenuti inappropriati e ad aumentare in generale gli strumenti di supervisione a disposizione dei genitori.

Gli Stati Federali ricorrenti ritenevano che i dirigenti di Meta fossero al corrente dei potenziali danni causati dagli algoritmi dei loro Social network e che non abbiano fatto abbastanza per limitarli, anteponendo i risultati economici al benessere degli utenti.
L’azienda è accusata inoltre di aver raccolto dati su utenti minorenni, anche di 13 anni, senza il consenso dei genitori, in violazione della legge federale americana.

La vicenda non è conclusa: sono ancora aperte molte cause contro Meta, tutte accomunate dalla tattica utilizzata dall’accusa, che prende spunto da quella usata negli anni novanta contro le principali società produttrici di sigarette. Anche loro furono accusate di aver ignorato gli effetti negativi dei loro prodotti, pur essendone al corrente. Le società di sigarette dovettero risarcire alcuni clienti per centinaia di miliardi di dollari e accettarono di modificare le pratiche di marketing per aumentare la protezione e la consapevolezza dei consumatori.

A inizio agosto un tribunale del New Mexico aveva imposto a Meta il pagamento di una multa da oltre 560 milioni di dollari per non aver avvertito correttamente gli utenti dei pericoli che i minori corrono sulle sue piattaforme, soprattutto riguardo ai predatori sessuali online e all’esposizione a materiale sessualmente esplicito. La sanzione si era aggiunta a quella da 370 milioni di dollari che il tribunale del New Mexico le aveva già inflitto a marzo di quest’anno.

Siamo curiosi di sapere come andranno a finire tali vicende legate tra loro e con cifre di risarcimenti milionarie se non miliardarie, ma si sa questa è l'America...

Trovo però assurdo che Meta faccia finta di non sapere nulla della supposta dipendenza, soprattutto dei giovani dai Social, dipendenza che è sotto gli occhi di tutti. I Social sono "macchine diaboliche" fatte per incollare allo schermo chi li utilizza, grandi e piccoli. Certo ognuno è responsabile dell'uso o abuso che fa dei Social ma è innegabile che gli algoritmi vengono modificati e personalizzati per ogni utente in modo da "legarlo" ancor più al Social stesso. 

 

 




Nessun commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.