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l'amico Bruno Capaldi

  
Bruno Capaldi

Bruno Capaldi è stata una delle prime persone che abbiamo conosciuto quando ci siamo trasferiti, mia moglie ed io, a Nizza nel settembre 2013. La prima volta alla sede del Comites, di cui era membro, oltre ad essere uno dei quattro eletti del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE). Ci eravamo rivolti a lui perchè non riuscivamo ad avere informazioni precise rispetto alle pratiche da svolgere per l'iscrizione all'AIRE, per l'assistenza sanitaria (la Carte Vitale) e tutto ciò che concerneva la fiscalità italiana in rapporto a quella francese. Già allora su alcuni gruppi Facebook era possibile trovare informazioni e risposte, sovente però contraddittorie tra loro. Con questa confusione siamo giunti al RDV. Ricordo ancora l'incontro: appena entrati Bruno ci ha fatto accomodare ad una scrivania colma di dossier, ci ha offerto un caffè e chiesto alcune cose di noi per inquadrare la situazione e poi con chiarezza ci ha indicato le procedure da seguire per l'iscrizione immediata all'AIRE e per regolarizzare la nostra posizione sanitaria con la CPAM. Parole chiare, dirette che ci hanno rassicurato soprattutto alla luce della mia (allora) situazione di lavoratore trans-frontaliero, piuttosto difficile da inquadrare.
Bruno ci ha chiarito che gli aspetti sanitari, previdenziali e di sicurezza sociale sono definiti da regolamenti europei, come quello in vigore tra Italia e Francia. Materia complessa che va conosciuta appieno. Siamo usciti dall'incontro rassicurati, avevamo le idee chiare, oltretutto Bruno ci avrebbe assititi passo passo sino alla regolarizzazione della nostra posizione. Detto, fatto.
 
Maratona di Nizza
Quasi per caso abbiamo poi scoperto che Bruno ha una preparazione atletica invidiabile, è un appassionato maratoneta, ha corso per tanti anni sia in competizioni in Francia che in Italia. Cosa volete, con alcune persone nasce una simpatia, un affetto, una stima per il loro modo di porsi, per l'affabilità e la generosità d'animo... e così è stato con Bruno. Ho scoperto anche che Bruno aveva già assistito mia mamma tanti anni prima quando si era trasferita a Nizza da pensionata! Nel corso degli anni Bruno ci ha ancora assistito per aspetti fiscali francesi o italiani, che sovente erano di difficile comprensione anche per gli expert comptable di Nizza. Nemmeno Bruno sa a quante persone ha risolto dossier complicati o totalmente bloccati magari all'INPS, nel corso di tanti anni, con il suo lavoro all'INAS.
Patronato INAS-CISL di Nizza che ha inaugurato nel gennaio 1989 per seguire le molte pratiche di connazionali installati o residenti in questa parte della Francia. Quando vado a salutarlo in ufficio lo trovo indaffarato, con vari dossier sul tavolo e battuta sempre pronta sia di persona che al telefono per le domande più svariate e complesse. Il Patronato INAS è cresciuto, ora ha diverse collaboratrici ed ha permanenze in altre cittadine della Regione Paca.
Di sicuro la passione di Bruno per il suo lavoro attinge alla lunga precedente esperienza di sindacalista in Francia, soprattutto presso aziende chimiche come la ICI di Marsiglia, in anni in cui essere un lavoratore italiano in Francia non era certo facile!
Ora Bruno è in pensione, ovviamente avrete capito che per lui stare fermo è impossibile, curioso ed attivo com'è. Non a caso Bruno offre sempre consulenza a chi avesse bisogno di chiarire aspetti previdenziali, fiscali e di vita qui in Francia, tramite RDV da prendere all'INAS-CISL.
Se avete bisogno di fare chiarezza sulla vostra posizione qui in Francia, ora sapete bene a chi rivolgervi in totale fiducia.



Sede INAS-CISL di Nizza


Come vive un italiano a Nizza?


Ph. Cinzia Corbetta
Già, come vive un italiano a Nizza? E' la domanda che pongono amici, colleghi e conoscenti italiani a me, espatriato dal settembre 2013.
Sappiamo bene che la Costa Azzurra è conosciuta in tutto il mondo e sinonimo di vacanza, piaceri, buona cucina, offerte culturali e paesaggistiche di rilievo. Tutto vero ma, ovviamente, anche terra ove vivono spesso faticosamente tante persone (francesi e non) che nel corso degli anni hanno cercato, e talvolta, fatto fortuna.
Ogni medaglia ha il suo rovescio e non bisogna farsi ingannare dalle belle e patinate immagini del marketing...
Sarebbe interessante avere delle analisi per età, lavoro, anni di permanenza nella zona e via così, dati statistici e storici per potere rispondere con cognizione.
Però alcune osservazioni sia pur empiriche si possono esprimere, con la dovuta cautela.
Purtroppo alla mente balza subito la data del 14 luglio 2016, un drammatico spartiacque tra un prima gioioso e "vacanziero" ed un poi, faticosamente alla ricerca di una normalità.
Ricordo ancora una sera in Promenade, alla fine di agosto dell'anno passato, la poca gente che camminava, il silenzio, il senso di depressione che aleggiava cupo.
Fortunatamente ora non è così, certo la Mairie ha fatto molto per far risollevare la città ed ovviamente i suoi commerci ed i servizi per i turisti, ineguagliabile fonte di entrate per la città e tutta la costa.
Anche le proposte culturali sembrano ora "risvegliare" Nizza, e non possiamo che esserne contenti.
Torniamo ora alla comunità italiana che è numerosa, presente non solo nella ristorazione (un must) e nell'edilizia (altro must) ma anche in attività professionali: immobiliare, servizi, sanità ecc...
Ho conosciuto tanti italiani che lavorano, taluni duramente, e che hanno lasciato l'Italia per i motivi che tutti noi ben conosciamo, ma non ho percepito lamentazioni, tanta voglia di fare si, di riuscire, che si tratti di una pizzeria o di un lavoro da impiegato.
Spezzo una lancia a favore della "comunità" napoletana di Nizza, vera sorpresa per me: sono simpatici, chiassosi, creativi e lavoratori, si avete letto bene, lavoratori! Sono tanti (perlomeno ne ho conosciuti tanti),
Trovo anche molto bello frequentare "coppie miste" lui o lei italiano/a e lei o lui francese, penso che permetta di apprezzare le diversità e le analogie culturali italo-francesi, soprattutto si possono lasciare da parte certi stereotipi che dovrebbero essere lasciati al passato.
Ormai ho anche tutto un circuito di punti di riferimento "italiani" per quanto riguarda cibo (ovviamente) servizi, artigiani e quant'altro alla bisogna in quel di Nizza.
Del resto Ventimiglia è a 40 km. il che vuol dire che i prodotti italiani di largo consumo, cibo e servizi vari (banche-Posta-ACI) sono a portata di mano così come il mercato comunale, le varie Coop. Metro, Catering e negozietti vari.
Da bravo cittadino sono iscritto all'AIRE (si deve fare) ed ho cambiato la targa della macchina, ho l'assistenza sanitaria francese (ottima, devo dire) ed un medico di base italiana (brava ed ora anche preziosa amica).
Ho conosciuto da zero tante persone italiane e francesi, alcune si sono perse per strada (meglio così) altre sono divenute molto importanti e, pur in breve tempo, amicizie solide e fruttuose.
Le realtà associative locali per gli italiani lasciano molto a desiderare, si salvano poche persone generose che, il caso ha voluto incontrassi, e che mi tengo ben strette!
A Nizza abbiamo ora un Console ed una consorte (insegnante ed artista) che fa piacere incontrare e sapere essere i nostri rappresentanti, che innegabilmente hanno sviluppato momenti di incontro della comunità sia sul versante culturale che più ludico. 
Il clima è magnifico (lo so qualche giornata "bollente" l'abbiamo anche noi) e i dintorni ricchi di possibilità paesaggistiche e culinario-culturali.
Ho nostalgia dell'Italia e della "mia" Milano? si, ovviamente, l'Italia è un bellissimo paese, ce lo riconoscono molto anche gli amici francesi, ma con problemi che sembrano endemici ed una classe politica...
Per amor di Patria non affronto questo tema, ognuno di noi ha le sue risposte e le sue convinzioni politiche, rispettabili. Innegabile però è che se così tanti italiani se ne vanno le risposte della politica non sono all'altezza delle legittime aspettative dei cittadini. Cito un esempio: ogni tanto vedo il telegiornale italiano delle 20. Ebbene con il passare dei mesi (ora anni) vedo sempre le stesse facce, che dicono le stesse parole, e le criticità sono sempre le stesse: Alitalia, la sanità, l'INPS, i migranti, la terra dei fuochi, i rifiuti, scandali di ogni genere e colore (politico)....
Una cosa però mi fa molto arrabbiare, sentire chi dice che gli italiani all'estero non tengono al loro paese, altrimenti sarebbero restati a "vivere e combattere".
Ebbene credo che proprio essere all'estero invece ci permetta di leggere i fatti e la politica italiana con un'attenzione maggiore dato che vediamo bene che determinati problemi in Francia sono stati affrontati e risolti, spesso senza la coda di polemiche infinite.
Quindi un italiano vive bene a Nizza?
Lascio a voi la risposta...














Centro di ascolto psicologico in lingua italiana



La comunità italiana in Costa Azzurra è stimata in varie migliaia di connazionali, circa 8000 a Nizza e dintorni e 30.000 sulla fascia costiera.
Gli iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiana Residenti all'Estero) sono molti meno, del resto pur essendo obbligatorio iscriversi a tale lista, per i residenti, non vi sono sanzioni né segnalazioni di sorta...
E' poi difficile capire all'interno di questi numeri qual'è la composizione dei soggetti: all'inizio, dieci quindici anni fa, molti pensionati giustamente trovavano il loro "buen ritiro" al mite clima della Costa Azzurra. Col passare degli anni tanti giovani (e meno giovani) hanno cercato e trovato lavoro a Nizza e dintorni, alcuni lavorano a Montecarlo che ancor oggi sembra una meta lavorativa ambita...
Poi molti giovani studenti o ricercatori, hanno proseguito i loro studi al polo universitario di Sophia Antipolis, campus all'americana, molto attrezzato e con sezioni di studio di eccellenza.
Pensate ci sono 5000 tra ricercatori e studenti, all'interno del più grande Parco Scientifico di Francia, a stretto contatto con 1400 imprese che hanno uffici studi, R&D, laboratori ed uffici.
Va da se che oggi all'interno dei numeri che prima citavo vi sono giovani, meno giovani, adulti, senior ed anziani con la più grande articolazione in termini di reddito da lavoro o da pensione.
Non tutto è oro quel che riluce e sicuramente molte persone, al di là dell'età, possono avere trovato o trovano difficoltà personali, lavorative o di integrazione in Francia, pur nella cornice del tutto particolare della Costa Azzurra.
A queste persone abbiamo rivolto un progetto di ascolto psicologico gratuito, in collaborazione con il Comites (Comitato degli Italiani all'Estero) di Nizza, nella persona di Bruno Capaldi, Consigliere Generale Italiani all'Estero per la Francia.
Ci auguriamo che tale spazio di ascolto possa essere utile a quanti hanno un disagio, una sofferenza che vogliono affrontare, ricercando le cause non solo all'esterno di loro ma anche dentro di sé, nel proprio mondo emotivo dando parola a tale disagio, nell'incontro con uno psicologo che parla davvero la loro lingua. 


Nuova iniziativa in collaborazione con il COMITES

Centro di ascolto psicologico in lingua italiana

In psicologia Ascolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. 


E' un processo psicologico e fisico che si sviluppa sin dall'infanzia, circondati da un mondo disponibile all'ascolto.

Col passare del tempo, e in presenza di un ambiente oggi sempre piu' proteso ad ascoltare solo se stesso, si può sentire la solitudine anche se circondati da tante persone.

Ed il conseguente disagio psicologico.

Per questo Massimo Felici e Sonia Dionisi, psicologi italiani professionisti da molti anni e residenti in Costa Azzurra, in collaborazione con il Comites di Nizza hanno pensato di offrire gratuitamente uno Spazio di Ascolto : infatti, per due giovedì ogni mese (il primo ed il terzo), dalle 10 alle 12 del mattino saranno a disposizione presso la sede del Comites a Nizza, per incontri individuali.
Chi fosse interessato può contattare il coordinatore sig. Bruno Capaldi per concordare un appuntamento.
Comites: 72 blvd. Gambetta, 06000 Nizza
tel. 04.92151520, email: comites-nice@wanadoo.fr