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Francia vs Italia

© Pexels
Ho provato (scherzosamente) a mettere a confronto alcune abitudini, consuetudini ed approcci del vivere quotidiano che caratterizzano i francesi e gli italiani.
Naturalmente occorre iniziare dal caffè. Per noi italiani il caffè è parte della vita quotidiana, lo prendiamo spesso (a volte davvero troppo) velocemente ed in una gamma infinita di varianti: lungo, macchiato caldo o freddo, in tazza grande, in alcune zone d’Italia nel bicchiere e spesso accompagnato da un dolcetto o da un bicchiere d’acqua, corretto con grappa o sambuca… Chi è in Francia da tempo sa che il loro caffè era terribile, “eau de chaussettes” com’era chiamato! Onestamente è assai migliorato e viene sorseggiato con molta calma seduti nei bar. Capitolo Spritz e Limoncello: ora sono dappertutto nei locali francesi come aperitivo e digestivo. Che dire del Panettone: anni fa era sconosciuto e ricordo la piacevole sorpresa dei miei vicini di casa francesi cui lo regalavo a Natale. Ora è dappertutto e si vende anche in agosto! Ancora una volta noi italiani li abbiamo “invasi” con prodotti sconosciuti sino a pochi anni fa. Vediamo cosa arriverà a breve…
Ora tocchiamo un punto delicato, il cibo: la cucina italiana è la migliore del mondo secondo TasteAtlas e non solo. I francesi non ci stanno e rifiutano tale graduatoria, ritengono la loro cucina di altissimo livello, stellata e non popolare come l’italiana. La discussione è infinita e non giungerà mai ad un risultato certo, ovviamente. Per non parlare della pizza: chi osa toccare la maestria artigianale dei pizzaioli napoletani rischia di essere maltrattato ed onestamente una delle pizze più gettonate dai francesi (la cannibale) è un mattone che si digerisce in tre giorni! Quindi viva la pizza napoletana e viva la nostra, anzi le nostre cucine regionali, tutte di altissimo livello spesso preparate con ingredienti semplici della terra senza le centinaia di salsine che amano così tanto i francesi. Poi attenzione agli orari: alle 21 in molti locali in Francia la cucina sta chiudendo e non si può cenare, quindi…
N.B. Quando a Nizza vedo bere il cappuccino con la pizza o la pasta… beh, mi viene da sorridere e penso: non sanno quello che si perdono con un buon bicchiere di vino.
Uso spesso i mezzi pubblici a Nizza e trovo molto corretto e cortese salutare il conducente del bus mentre si sale, molte persone addirittura salutano quando scendono e se penso alla mia Milano… figuriamoci. Tutti stressati e di corsa, altro che salutare!
Ça va ? Oui ça va, merci et vous ? È la classica formula di saluto, anche se uno è moribondo e gli manca una gamba il ça va è d’obbligo. Amici francesi mi confermano che loro sono maggiormente formali e considerano noi italiani più spontanei e diretti ma gesticoliamo troppo mentre parliamo. Direi tutto vero. 
Per la cronaca il bonjour (buongiorno) può essere usato anche di sera, fa testo vedere la persona per la prima volta quel giorno! Complicazione gallica. 
Non ho ancora capito bene la storia della “bise”, il bacio. Quando si è in confidenza con una o un francese la “bise” è d’obbligo, tre baci poi. Per noi il bacio è riservato a familiari o amici, non è d’obbligo ed una stretta di mano spesso può bastare. Ma devo migliorare.
Capitolo lavoro. Secondo una leggenda metropolitana i francesi al colloquio di lavoro chiedono subito gli orari, il tempo della pausa pranzo ed i giorni di ferie. In realtà la pausa pranzo è davvero “sacra” e i diritti dei lavoratori sono molto rispettati come gli orari di lavoro. Si dice che i francesi difendano il loro tempo libero come un “diritto costituzionale”. Direi che noi italiani qui abbiamo molto da imparare. Per non parlare della differenza degli stipendi, del minimo di legge (il famoso Smic) che noi ci sogniamo tenuto conto poi che un contratto di lavoro a tempo indeterminato in Francia è abbastanza facile da ottenere anche per un giovane, addirittura al primo impiego.
I francesi amano proprio i grandi spazi commerciali, ne hanno tantissimi che diventano veri e propri parchi divertimenti per tutta la famiglia. Io ho idiosincrasia per queste realtà quindi non faccio testo. Preferisco i negozietti di quartiere, come nel mio ritiro toscano, ove ci si conosce e si parla e straparla di tutto e tutti.
Capitolo circolazione in auto e varie: mediamente il traffico è più corretto e vengono rispettate le velocità. Ci credo, direte voi, con tutti gli autovelox che ci sono, ma quando venivo in Francia in moto con amici avevo la netta percezione di maggiore attenzione per le due ruote, spesso anche i camion ci davano la precedenza! 
Appena si passa la frontiera di Ventimiglia il traffico si trasforma, anche le Panda diventano auto di Formula Uno e tutti corrono e fanno i fari per superare. Del resto siamo pur sempre (forse eravamo) la patria dei motori con Ferrari, Maserati, Lamborghini, Alfa Romeo, Lancia e Fiat.
Capitolo stile e moda: se è vero che i giovani sono vestiti tutti allo stesso modo, omologati e “fatti in serie” con il telefonino in mano, gli italiani, sia turisti che residenti, sono più eleganti anche in modalità sportiva e casual.
Naturalmente sia i francesi che gli italiani pensano di essere i più “stilosi”, ovviamente. Però l’orrore di certe scarpe che ho visto ai piedi di francesi è difficile da superare e onestamente in Italia non ne ho viste di altrettanto inguardabili!
Avrete notato che a Ventimiglia tutti i negozianti capiscono e parlano francese, non direi la stessa cosa tra Nizza e zone limitrofe. Molto spesso se non si pronunciano le parole con il giusto accento i francesi non capiscono (o fanno finta di non capire). In Italia con un sorriso noi cerchiamo di capire e rispondere al di là dell’accento e della pronuncia. Vero è che l’italiano è lingua fonetica (si legge come si scrive) mentre in francese molte lettere non si pronunciano e ci sono dei suoni nasali che noi non abbiamo.
Però forse aveva ragione Cocteau quando scriveva che: “I francesi sono degli italiani di cattivo umore…” 




La lingua italiana e l'esame CELI


Alcuni allievi delle scuole di Nizza durante la prova CELI alla Camera di Commercio Italiana di Nizza

I risultati della classifica 2018 stilata da Ethnologue: Languages of the World, ci riservano una bella sorpresa su scala mondiale, infatti, dopo inglese, spagnolo e cinese, l'italiano è la quarta lingua più studiata, prima del francese. Quest'anno poi celebriamo i 500 anni della morte di Leonardo, nato a Vinci nel 1452 e morto nel 1519 ad Amboise.
L'interesse per la nostra lingua è veicolato dal piacere di milioni di turisti che ogni anno visitano il nostro paese attratti dalle sue bellezze - da nord a sud - dalla gioia e simpatia dei nostri connazionali ed ovviamente dal buon cibo...!
A conferma di tali dati la Camera di Commercio Italiana di Nizza ha attivato numerosi corsi collettivi di italiano, dal livello principianti sino ai più avanzati. Nei corsi studiamo la grammatica, facciamo esercizi, simuliamo situazioni di vita reale, impariamo a leggere quotidiani come Il Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica, leggiamo libri e facciamo conversazione. Conversazione talvolta con il tavolo di lavoro imbandito. Ogni allievo porta qualcosa da mangiare o da bere ed al termine della lezione facciamo festa. Del resto è risaputo che si parla meglio una lingua straniera dopo avere bevuto un buon bicchiere di vino...!
 
Camera di Commercio Italiana di Nizza, fine della lezione: aperitivo
Molti allievi desiderano apprendere la nostra lingua per motivi lavorativi: uffici in contatto con clienti italiani, negozi di Montecarlo, ristoranti della Regione. Sovente necessitano di un iter personalizzato ed individuale, che prepariamo per loro. Facilmente necessitano anche di una certificazione del loro livello di conoscenza dell'italiano, da utilizzare al lavoro.
La Camera di Commercio italiana di Nizza è da molti anni il solo centro riconosciuto nel sud della Francia per la certificazione della conoscenza linguistica dell’italiano con l’esame CELICertificati di Lingua Italiana - in associazione con la prestigiosa Università per Stranieri di Perugia. L’esame CELI consente di avere un attestato linguistico valido in tutta Europa, paragonabile con le altre certificazioni sia per il francese per l'inglese che per altre lingue. L’esame CELI è di difficoltà crescente e va dal livello A1 al livello C2 quindi da chi ha un primo approccio con la lingua fino a chi ha diversi anni di studio alle spalle ed una conoscenza della lingua approfondita. All’interno dell’Università per Stranieri di Perugia opera il CVCL - Centro Valutazione Certificazioni Linguistiche - che prepara il materiale per gli esami scritti ed orali per i vari livelli delle certificazioni.



Nel febbraio dell'anno scorso mi sono recato a Perugia per seguire il corso di formazione per divenire esaminatore CELI e rafforzare lo staff della Camera di Commercio Italiana di Nizza. Il corso è stato molto interessante ed articolato ed ha visto la presenza di oltre trenta partecipanti, le giornate sono state esaurienti anche per i filmati proposti, utili per meglio comprendere come valutare le prove orali dei candidati.
Al termine del corso ho intervistato i nostri due docenti, Roberta Rondoni e Danilo Rini, che cortesemente mi hanno fornito dati ed informazioni sul CELI. Roberta mi ha detto che Il CVCL di Perugia nel corso degli anni ha collaborato con la divisione per le politiche linguistiche del Consiglio d’Europa per avvalorare gli esami CELI ai livelli del QCER (il quadro comune europeo). Roberta aggiunge, con orgoglio, che al momento al CVCL sono gli unici in Italia ad avere il "bollino di qualità" dell’ALTE (Association of Language Testers in Europe) che viene rilasciato attraverso procedure di audit volte a verificare il rispetto degli standard internazionali ed anche un codice etico che riguarda la condotta professionale degli esaminatori. Il ministero dell'Università e della Ricerca (MIUR) riconosce il CELI 3 come attestazione di conoscenza della lingua italiana ai fini dell'iscrizione all'Università in Italia. Roberta ricorda che i certificati CELI hanno una vasta spendibilità perché dietro il lavoro del CVCL c’è anche una ricerca di qualità e di scientificità che va avanti da anni.
Aggiunge Danilo: <<I nostri corsi di formazione sono molto importanti per coloro che vogliono diventare esaminatori perché la prova di produzione scritta degli esami CELI viene corretta a Perugia ma le prove di produzione orale vengono valutate nei vari centri quindi, dato che l'orale è di difficile valutazione, i nostri corsi aiutano gli esaminatori a capire ed applicare correttamente il sistema certificatorio del CELI>>.
Continua Roberta: <<Volevo solo aggiungere che il fatto di incontrare in questa maniera gli insegnanti ci permette di avere un continuo confronto con loro e avere un feedback sulla stessa qualità dei nostri esami e un riscontro sul lavoro che facciamo. Ciò è molto importante infatti i vari processi di revisione che intraprendiamo nei nostri esami nascono spesso dagli input che ci vengono forniti dagli insegnanti stessi>>.
Ho chiesto anche "un po’ di numeri" rispetto agli esami CELI.
<<Abbiamo un centinaio di centri di esami in Italia ed altrettanti in Europa, oltre 400 in tutto il mondo. Abbiamo formato qui a Perugia oltre 2000 persone nel corso degli anni e quest'anno contiamo di arrivare a 25.000 prove di esame sui vari livelli del CELI, un anno particolarmente importante per l'interesse nei confronti della nostra bella lingua...!>>. 
Con grande piacere qui a Nizza ci siamo trovati nelle varie sessioni di esami CELI (estiva ed autunnale) ad esaminare non solo adulti ma tanti adolescenti delle scuole della città e dintorni, davvero preparati e motivati. Ovviamente offriamo anche corsi di preparazione all'esame CELI, con simulazione dell'intera prova. Il nostro scopo è condurre i corsisti ad affrontare l'impegnativa prova - parte scritta ed orale - al meglio, con il nostro contributo. Dimenticavo: domani, sabato 25 maggio abbiamo da esaminare 13 candidati di alcune scuole di Nizza per la prova CELI 3 adolescenti B2. Da parte mia un grande "in bocca al lupo" ai ragazzi, noi faremo al meglio la nostra parte per una giornata di lavoro che si annuncia impegnativa ed importante per tutti i partecipanti.