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Protocollo di intesa per gli Psicologi nelle scuole in Italia

©Sull'orlo della Psicologia

Le premesse sono ottime: il Ministero dell'Istruzione ed il CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) hanno siglato un protocollo per introdurre la figura dello Psicologo all'interno delle scuole italiane. Si è partiti dall'emergenza Covid-19 per cercare di dare risposta ai disagi derivanti da tale pandemia e prevenire, per quanto possibile, situazioni di stress ed ansia correlate alla diffusione del virus. Il Ministero dell'Istruzione ha ritenuto importante predisporre un servizio di assistenza psicologica per il personale scolastico, insegnanti e non, in riferimento allo stress lavorativo. Servizio rivolto anche agli studenti ed alle loro famiglie per fornire supporto nei casi di disagio sociale, difficoltà relazionali e traumi psicologici. Non solo, si vuole estendere tale supporto psicologico per avviare azioni volte alla formazione degli insegnanti, dei genitori e degli studenti per affrontare tematiche inerenti i corretti stili di vita, la prevenzione di comportamenti a rischio per la salute ed avviare percorsi di educazione all'affettività.

Da parte sua il CNOP offre tramite gli Psicologi iscritti agli Ordini Regionali il supporto tecnico-scientifico per realizzare azioni di prevenzione, promozione ed intervento nell'area della psicologia scolastica.

Particolare attenzione verrà posta a sensibilizzare tutto il personale della scuola, studenti e famiglie, per prevenire fenomeni di bullismo, cyberbullismo, abbandono scolastico e fornire strumenti idonei per affrontare le problematiche legate alle dipendenze (alcool, droghe e gioco patologico). Di pari passo utilizzare gli Psicologi per avviare progetti di ricerca, formazione ed informazione anche in collaborazione con altre realtà del territorio, per promuovere iniziative sui temi della salute in ambito scolastico.

Fin qui tutto bello ed interessante e sicuramente la firma del protocollo è un passo necessario.

Sappiamo bene che occorre però trasformare quanto scritto in un potenziale progetto che riguarda tutte le scuole della penisola per potere cantare vittoria. Ad oggi vediamo due criticità: le linee guida del protocollo non sono ancora state scritte ed approvate e, conoscendo la burocrazia, possiamo immaginare tempi lunghi quando l'emergenza è in corso e per altri mesi la situazione sarà difficile per tutti noi.

Altra criticità è data dai costi che dovrebbero essere a carico del Ministero dell'Istruzione e che dovranno essere approvati e sottoscritti dalle due parti. Anche qui sappiamo bene che i tempi potrebbero essere lunghi.

Dobbiamo essere fiduciosi e pensare positivo certamente, ma anche usare cautela per monitorare che tale ottima iniziativa (finalmente) si realizzi in tutte le scuole italiane.

Sarebbe un grande passo avanti per la scuola del nostro Bel Paese, per i nostri ragazzi e giovani studenti e per la comunità degli Psicologi.

Vi terrò aggiornati...


 










10 settembre: giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

©Università di Roma la Sapienza
Anche quest'anno si svolgerà a Roma il Convegno Internazionale di suicidologia e salute pubblica. Data la situazione che tutti noi ben conosciamo il Convegno sarà "virtuale" tramite webinair e si parlerà sicuramente dell'incidenza del virus Covid 19 sul fenomeno dei suicidi.
I dati ci dicono che in Italia sono stati registrati circa settanta suicidi e una cinquantina di tentativi di suicidio legati direttamente all'emergenza Covid 19.
Teniamo conto che mediamente in Italia si registrano 4000 suicidi e 40.000 tentativi di suicidio all'anno, soprattutto da parte di giovani.
I giovani che potrebbero sembrare la parte più resiliente della popolazione sono però molto esposti al tema del suicidio dato che tratti depressivi minori si riscontrano sovente nella fascia 12-24 anni, senza tenere conto poi di sindromi depressive vere e proprie. Anzi: il suicidio è la seconda causa di morte nei giovani tra i 15 ed i 30 anni.
Torniamo alla correlazione tra Covid 19 e suicidio; tre fasce di popolazione sono apparse particolarmente colpite: gli operatori sanitari in prima linea quindi medici, infermieri, barellieri, personale delle ambulanze e personale ausiliario degli ospedali. E' facilmente comprensibile, abbiamo tutti ancora alla mente i volti dei "curanti" segnati dalle tante ore di uso delle mascherine, provati, stressati e collassati per l'improvviso carico di terribile lavoro cui dovevano fare fronte, sovente senza gli adeguati dispositivi di protezione!
Altra tipologia di persone che hanno risentito pesantemente della pandemia nelle casistiche di suicidi è rappresentata da chi aveva terrore di contrarre il virus, per se o per paura di contagiare altre persone, sia familiari che non. Il terrore era rappresentato dal finire in ospedale intubato e sedato. 
Altra fascia di popolazione è rappresentata da chi ha perso il lavoro, dipendente o liberale, con pesante ricaduta economica, familiare e sociale. Purtroppo questa terza fascia di popolazione è quella ancora particolarmente a rischio, e lo sarà purtroppo nei prossimi mesi. Abbiamo casi di imprenditori, commercianti o lavoratori che hanno posto drammaticamente termine alla propria vita, angosciati per la perdita del lavoro.
Vero è che il suicidio è sempre un'evento multifattoriale, ovvero molteplici fattori convergenti possono portare a tale atto, però lo scenario globale di pandemia, incertezza, angoscia e paura ha rappresentato uno sfondo cupo e terrificante per tutti noi.
Gli operatori della salute italiani, in primis gli psichiatri, facevano anche notare che con la chiusura degli ambulatori, il contingentamento dei ricoveri in ospedale e la netta diminuzione degli accessi agli studi medici, gran parte della popolazione "fragile" si è trovata senza punti di riferimento adeguati. L'uso di Internet e delle videochiamate ha solo in minima parte ridotto tale fenomeno. Molte persone bisognose hanno trovato un minimo conforto nel parlare con qualcuno davanti uno schermo di computer!
Permettete una nota personale: i media hanno ben contribuito a tenere "alta la tensione", media italiani, francesi o di qualunque altra parte del mondo.
Trovo grande la responsabilità dei media rispetto alle notizie date sulla pandemia: ancora oggi che i numeri sono assolutamente gestibili e, soprattutto, i medici hanno strumenti e farmaci utilissimi per affrontare il contagio, la "musica di fondo" è sempre a tinte fosche e cupi!
Ma questo sarà occasione di ben altri dibattiti tra qualche tempo, con numeri chiari alla mano e popolazione molto più consapevole dell'entità del fenomeno, non solo sanitario, ma sociale...







Ascoltate quanto dice il Prof. Raoult nell'intervista a BFMTV del 25 giugno


Emergenza sanitaria: una lettura critica

Photo : ©Enaip Srl

Un gruppo di medici (dott. prof. Pasquale Mario Bacco, dott.ssa Antonietta Gatti, dott. Mariano Amici, prof.ssa Carmela Rescigno, dott. Fabio Milani, dott.ssa Maria Grazia Dondini) ha inviato oggi una istanza in autotutela al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni. In questa lettera sono evidenziati aspetti problematici nella gestione dell’emergenza Covid-19, in particolare sotto il profilo medico-scientifico ed epidemiologico. Le fonti indicate nella lettera riportano evidenze tratte da documenti ufficiali, da studi specialistici e da notizie diffuse dalla stampa. Si tiene a precisare che l’istanza intende limitarsi a sollevare questioni di merito, lasciando agli esperti di diritto, ai magistrati e agli avvocati le valutazioni di loro pertinenza. Questa iniziativa, che non vede coinvolta alcuna organizzazione né associazione, impone alle Istituzioni interpellate di dare risposta ufficiale ai firmatari entro precisi termini di legge, e consente - si auspica - di chiarire molti punti controversi.

COMUNICATO STAMPA - 28 Maggio 2020

* Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi Piazza Colonna 370 00187 Roma RM
Via PEC a presidente@pec.governo.it
* Ministero della Salute in persona del Ministro p.t. Viale Giorgio Ribotta 5 00144 Roma RM
Via PEC a gab@postacert.sanita.it
* Ministero della Salute Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria in persona del Direttore Generale p.t. Viale Giorgio Ribotta 5 00144 Roma RM
Via PEC dgprev@postacert.sanita.it
* Al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Prof. Silvio Brusaferro Viale Regina Elena, 299 00161 Roma RM
Via PEC a protocollo.centrale@pec.iss.it
* Ai Governatori delle Regioni LL. SS.

OGGETTO: EMERGENZA SANITARIA COVID-19 – ISTANZA IN AUTOTUTELA.
Noi sottoscritti
dott. prof. Pasquale Mario Bacco, [omissis]; dott.ssa Antonietta Gatti, [omissis]; dott. Mariano Amici, [omissis]; prof.ssa Carmela Rescigno, [omissis]; dott. Fabio Milani, [omissis]; dott.ssa Maria Grazia Dondini, [omissis],
*****
come professionisti che operano quotidianamente a contatto con la realtà sanitaria e che hanno quindi conoscenza diretta dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, riteniamo doveroso sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni e domande circa le misure adottate dagli Enti istituzionali a contenimento del contagio, quale nostro contributo. Crediamo in primo luogo che sia necessario chiarire in modo univoco, chiaro e scientificamente credibile che il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri Coronavirus stagionali: nonostante l’OMS abbia dichiarato l’emergenza pandemica l’11 Marzo , le cifre ufficiali dei 1 deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di “pandemia” .

Occorre dare informazioni corrette e fornire criteri di comprensione dei dati reali, evitando che i media diffondano notizie allarmanti, a nostro parere assolutamente ingiustificate. La banalizzazione statistica dei decessi è la sintesi di una comunicazione istituzionale che ha impedito, per tutta l’emergenza ed ancora oggi, di avere una chiara sintesi della situazione, portando ad un circolo vizioso in termini di provvedimenti sanitari e di impatto sociale
In particolare è indispensabile precisare:
• che il totale dei deceduti per qualsiasi patologia o per morte naturale, quotidianamente annunciato nei “bollettini di guerra” diffusi dai media, non deve essere inteso come unicamente riferito al Covid-19 o a patologie concomitanti;
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/1dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp? lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4209 Poiché essa presuppone la mancanza di immunizzazione dell’uomo verso un patogeno 2 altamente virulento. Si veda comunque la documentazione dell’ISTAT: ttps://www.istat.it/it/Jiles//2020/03/ Nota_Tavole_Regionali_cause_morte_1marzo_30Aprile-_2017_e_2020.pdf e https:// www.istat.it/it/archivio/241428
• quale percentuale della mortalità sia determinata dai deceduti per Covid-19 (solo per Covid-19) e quanto essa si discosti dalle medie ufficiali degli anni precedenti per patologie analoghe ; • quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme ed una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del paese, persino limitrofe;
• che i tamponi effettuati per rilevare la positività al virus danno una percentuale di “falsi positivi” e “falsi negativi” , per cui possono risultare 4 “contagiati” soggetti che non lo sono; di conseguenza, le percentuali ricavate dal numero dei tamponi vanno interpretate e spiegate tanto agli operatori sanitari quanto ai media e alla popolazione, evitando inutili allarmismi; Cfr. https://repo.epiprev.it/index.php/2020/05/12/andamento-della-mortalita-3 giornaliera-sismg-nelle-citta-italiane-in-relazione-allepidemia-di-covid-19-report-1febbraio-2-maggio-2020-settimo-rapporto/ – Cfr. il sito ufJiciale ISTAT: «Per la produzione del dato statistico, l’Istat effettua la codifica delle patologie e individua la “causa iniziale di morte”, ovvero quella direttamente responsabile del decesso. A tal fine, l’Istat si avvale delle regole dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; la causa iniziale di morte viene poi utilizzata per le statistiche ufficiali a livello nazionale e internazionale. Ad esempio, nel caso dell’Influenza, essa risulta conteggiata in queste statistiche se e solo se è stata certificata dal medico e se risulta essere la “causa iniziale di morte” in base alle regole internazionali di codifica. Se l’Influenza è presente sul certificato ma non è selezionata come causa iniziale di morte, viene codificata come “causa multipla” ovvero tra le cause che hanno contributo al decesso», https://www.istat.it/it/archivio/ 240401#Rilevazioniindettaglio-2 Si vedano le dichiarazioni del prof. Ricciardi: «Oggi in tutto il mondo abbiamo test non 4 perfetti dal punto di vista della sensibilità perché messi a punto in poco tempo e devono essere perfezionati. Quindi c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività», https:// www.corriere.it/cronache/20_febbraio_27/coronavirus-ricciardi-la-prossima-settimanacapiremo-se-italia-l-emergenza-comincia-rientrare-43c9a4fa-58cd-11ea-8e3aa0c8564bd6c7.shtml – Cfr. anche https://archive.st/archive/2020/3/www.ncbi.nlm.nih.gov/i8vf/www.ncbi.nlm.nih.gov/ pubmed/32133832.html – Ha suscitato un certo scalpore anche la notizia recente della Nuova Sardegna sui 17 sanitari risultati falsi positivi al Covid: https:// www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2020/05/21/news/nuoro-falsi-positivi-alcovid-i-17-sanitari-presunti-contagiati-a-marzo-1.38872367 – https:// www.ilgiornale.it/news/cronache/30-dei-tamponi-mente-ecco-tutti-ilimiti-1861344.html – https://www.recnews.it/2020/03/11/tra-i-contagiati-dacovid-19-ci-sono-circa-la-meta-di-falsi-positivi/ – http://www.agrigentonotizie.it/ cronaca/agrigento-asp-tamponi-falsi-positivi-calano-contagi-bollettino.html – https:// www.dire.it/19-05-2020/462162-coronavirus-lesperto-test-sierologico-non-infallibilerischio-falsi-negativi/
• che gli esami sierologici effettuati devono essere parimenti interpretati, chiarendo che quanti risultano positivi all’IGG non costituiscono un pericolo per la popolazione, ma anzi un elemento che conferma che la diffusione del Covid-19 sta esaurendosi, come normalmente accade per patologie simili.
È inoltre necessario chiarire:
• quali siano i criteri adottati per la creazione delle proiezioni elaborate dagli esperti e quale conferma nei dati reali oggi disponibili abbiano sinora avuto queste proiezioni;
• quali siano i titoli e quale sia l’autorevolezza e l’esperienza dei membri della Commissione incaricata di proporre misure di contenimento dell’epidemia; quali i criteri di selezione adottati per formare la Commissione e se sussistano dei conflitti di interesse che possano in qualche maniera orientarne le scelte e le decisioni;
• quale sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli “esperti” anche laddove contraddetta da casi documentati ; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari pare quantomeno controverso;
• per quale motivo si siano sottovalutati o ritardati i ruoli di profilassi e terapia di farmaci e metodiche anche ben conosciute e rivelatesi efficaci in molteplici occasioni ; questa scelta ha determinato evitabili esiti infausti e lunghe ospedalizzazioni, mentre i pazienti avrebbero potuto esser trattati con ricoveri a domicilio senza gravi complicazioni;
• per quale motivo si siano impediti gli esami autoptici, che si sono invece rivelati, quando effettuati, una fonte insostituibile di preziosissime Si veda anche il recente studio del prof. Didier Sornette, cfr. https://www.swissinfo.ch/5 ger/covid-19-pandemie_schweizer-wissenschaftler-streiten-ueber-nutzen-deslockdowns/45759526 Cfr. https://nypost.com/2020/04/06/nyc-doctor-says-coronavirus-ventilator-settings-6 are-too-high/ Cfr. https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/terapia-plasma-coronavirus-7 burioni-1.5139624 ed anche https://biomedicalcue.it/burioni-differenze-plasmaterapia-vaccino/19267/
informazioni e che hanno consentito di scoprire che la causa principale dei decessi non era la virulenza della patologia, ma una sua errata cura ;
• vogliamo inoltre evidenziare, in molti casi, il rallentamento delle diagnosi e delle procedure terapeutiche per patologie diverse e un dirottamento delle risorse verso una sola patologia. Emblema di questa situazione è la realizzazione di strutture ospedaliere riservate alla sola emergenza Sarscov2, presso le quali si sono ricoverati pochi pazienti e che ora sono in gran parte chiuse;
• per quale motivo si siano date disposizioni, su indicazione dell’OMS, di trasferire i pazienti anziani nelle RSA, con le conseguenze ben note;
• quante siano state le salme di persone dichiarate decedute per Covid-19 per le quali si è imposta la cremazione, e su quali basi scientifiche si sia deciso Cfr. https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_maggio_04/coronavirus-papa-8giovanni-autopsie-quasi-vietate-decisive-scoprire-rischio-trombosie656185a-8dd1-11ea-b08e-d2743999949b.shtml e https://www.corriere.it/cronache/ 20_maggio_23/coronavirus-gruppo-ribelle-medici-legali-fateci-fareautopsie-14d0f37e-9d10-11ea-a31e-977f755d9d62.shtml?cmpid=tbd_91305292Bp – https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/05/23/news/ coronavirus_catania_gli_scenziati_denunciano_errore_l_assenza_di_autopsie_per_morti_d _covid_-257456802/ – https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2020/05/22/covid-medicierrore-non-fare-autopsie_3fea6611-194d-4771-8a59-c3f42235be76.html – https:// www.ilriformista.it/divieto-di-autopsia-ai-morti-di-coronavirus-la-bufala-contro-ilgoverno-che-vuole-insabbiare-la-verita-96531/ – Si veda inJine l’opinione del prof. Klaus Puschel: «Autopsie di fatto “vietate” nel nostro Paese da una folle circolare che le ritiene superflue quando risultati verosimile – e solo verosimile – il motivo del Covid-19 come possibile causa del decesso. Il direttore dell’Istituto di Medicina Forense dell’Università di Amburgo, Klaus Puschel, ha infatti appena pubblicato un dettagliato studio che fa luce su molte cose. Nello studio sono riportate le conclusioni degli esami autoptici svolti dalla sua equipe. Da esse si evince con estrema chiarezza che “tutte le persone esaminate avevano altre gravissime patologie” e quindi non sarebbero morte di coronavirus. Il quadro clinico dei pazienti si presentava “gravemente compromesso” e le condizioni di salute erano estremamente precarie. Puschel arriva al punto sostenere di non aver alcun dubbio nel confermare che ad Amburgo non è morta una sola persona senza precedenti, gravi patologie. Ecco le sue precise parole: “Tutti quelli che abbiamo esaminato finora avevano il cancro, o una malattia polmonare cronica, erano forti fumatori o fortemente obesi, soffrivano di diabete o avevano malattie cardiovascolari”. […] E poi: “Sono convinto che la mortalità Corona non si farà nemmeno sentire come un picco nella mortalità annuale”. Parole che pesano come macigni per valutare, in tutta la sua reale portata, la pandemia. Sottolinea il medico legale tedesco. “Il Covid-19 è una malattia mortale solo in casi eccezionali, ma nella maggior parte dei casi è un’infezione da virus per lo più innocua”», http://www.lavocedellevoci.it/2020/05/15/covid-19-dalla-germania-i-risultati-chocdelle-autopsie/ – E ancora:https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirusautopsie-dei-medici-trombosi-causa principale-1861127.html – https:// www.secoloditalia.it/2020/05/sui-morti-di-covid-nessuna-autopsia-la-circolare-del ministro ci ha fatto perdere tempo prezioso di ricorrere a questo provvedimento (con le sue molteplici implicazioni) che è previsto per i casi di eziologia batterica;

• per quale motivo si continui ostinatamente a “minacciare” futuri, possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento, come se l’epidemiologia dipendesse solo dalla mancata ottemperanza di disposizioni sanitarie la cui efficacia è quantomeno dubbia: nessuna evidenza scientifica permette di affermare che in questo stadio dell’epidemia sia ancora necessario mantenere le distanze di sicurezza, usare mascherine, indossare guanti oltre a curare l’igiene delle mani ;
• chi siano i cosiddetti esperti che hanno suggerito al Ministero di imporre l’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anche agli alunni delle scuole, alla riapertura di settembre: queste scelte devono essere giustificate ed eventualmente – in presenza di elementi che ve ne sconsiglino il ricorso – immediatamente revocate.
Inoltre, chiediamo per quale motivo si sia attuata una politica del terrore ed una grave mistificazione della realtà, descrivendo il Covid come un mostro anziché una seria epidemia da affrontare con i mezzi normali della medicina e che a maggior ragione non rappresenta un pericolo nella cosiddetta “fase 2”. Facciamo presente che questa strategia, secondo studi recenti, può aver comportato un aumento del numero dei suicidi
Cfr. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32405162/?9 Jbclid=IwAR0ZoTcLVYbIM_m2Rw8k-jnptW1-YR5mymAos8fZZAnGN2KlUi4o4b0BVaY «Quest’anno l’Osservatorio suicidi per motivazioni economiche della Link Campus riporta 42 10 decessi, di cui 25 nelle settimane del lockdown forzato e 16 nel solo mese di aprile, ai quali si aggiungono 36 tentati suicidi, 21 dei quali nelle settimane di isolamento forzato. Più della metà delle vittime è costituita da imprenditori. «Questa impennata risulta ancora più preoccupante se confrontiamo il dato 2020 con quello rilevato appena un anno fa – sottolinea Nicola Ferrigno, direttore dell’Osservatorio – : nei mesi di marzo-aprile 2019 il numero delle vittime si assestava a 14, e il fenomeno dei suicidi registrava la prima battuta d’arresto dopo anni di costante crescita». Oggi gli imprenditori e i lavoratori sono di nuovo tornati all’anno zero». Cfr. https:// www.ilsole24ore.com/art/isolamento-e-crisi-economica-ondata-mondiale-suicidicoronavirus-ADPf7lP
di psicopatologie. Di questi effetti collaterali dovrà rispondere chi, immotivatamente, ha creato un allarme infondato sotto il profilo clinico ed epidemiologico.
Chiediamo di rendere conto ai cittadini – con argomentazioni scientifiche credibili – delle ragioni che hanno condotto all’imposizione di distanziamenti sociali e forme di isolamento in quarantena per soggetti positivi ancorché non malati .
Chiediamo parimenti il motivo per cui alla popolazione non siano state date tempestive, adeguate e complete informazioni sul valore preventivo delle misure di igiene e profilassi all’interno delle abitazioni e RSA, dell’igiene orale ivi compresi i risciacqui con liquidi ad azione antivirale, delle diete più indicate per la prevenzione delle malattie infettive e loro complicazioni, delle attività di esercizio fisico più salutari, dei pericoli del fumo e dell’inquinamento nel determinare la gravità della malattia.
Vogliamo inoltre conoscere quale sia la base scientifica che ha condotto a decidere di imporre l’uso di mascherine che – se fossero realmente efficaci – non avrebbero comunque un’utilità pratica e richiederebbero comunque di esser sostituite frequentemente; e che – laddove non efficaci, come nel caso dei più comuni modelli distribuiti o addirittura delle mascherine fai-da-te – sembrano costituire più che altro una “drammatizzazione” del clima di terrore deliberatamente imposto, senza alcuna motivazione reale.
Facciamo presenti le implicazioni sulla salute dei cittadini, costretti ad indossare per ore la mascherina, con i rischi ben noti che questo comporta:, Cfr. in primo luogo lo studio Affrontare la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell’epidemia di COVID-19 pubblicato da codesto Ministero lo scorso Febbraio, http:// www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5373_10_Jile.pdf – Si veda inoltre: http:// www.reportdifesa.it/covid-19-conseguenze-psicologiche-a-breve-e-lungo-termine/ – https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4299-covid-19-conseguenze-benesserepsicoJisico-operatore-sanitario-medico-infermiere-oss-salute-mentale-coronavirusdistress-psicologico.html – https://www.focus.it/comportamento/psicologia/dopo-lacovid-19-un-epidemia-di-ricadute-psicologiche – https://www.lastampa.it/topnews/ primo-piano/2020/04/18/news/urgono-studi-speciJici-sul-covid-e-gli-effetti-sullasalute-mentale-1.38733054 – Sull’impatto psicologico del Covid: https:// www.repubblica.it/cronaca/2020/05/09/news/ coronavirus_effetto_lockdown_ansia_e_depressione_per_l_85_dei_giovani-256134039/
tra cui ipercapnia e sovrainfezioni da microrganismi . Segnaliamo altresì che 13 in questi giorni vanno aumentando i casi di ricovero di soggetti debilitati dall’uso prolungato delle mascherine , anche in concomitanza con le temperature esterne. La stampa ha riportato anche casi di morti che potrebbero essere legate all’uso della mascherina durante attività lavorative, motorie o sportive .
Chiediamo il motivo per cui, sulla base di decisioni assunte da “esperti”, si è deciso di blindare il Paese, generando una gravissima crisi sociale ed economica che molto probabilmente si sarebbe potuta evitare o quantomeno limitare. Anche la decisione di non differenziare le misure di contenimento su base geografico-epidemiologica non appare fondata su valide e condivisibili ragioni tecnico-scientifiche.
A tutt’oggi persistono, nonostante un quadro sanitario nettamente positivo, un numero impressionante di obblighi e divieti che non trovano alcuna legittimazione scientifica e tantomeno giuridica.
Persiste invece una regolamentazione confusa, contraddittoria e priva di giustificazione per chi ha un quotidiano e diretto riscontro con la situazione dei pazienti.
**** Si veda principalmente Covid-19, il Report ECDC sull’uso delle mascherine facciali nella comunità, pubblicato dal Ministero della Salute: «A supporto dell’uso di mascherine non mediche come mezzo di controllo della fonte di infezione esistono evidenze scientifiche indirette e limitate», «Le raccomandazioni sull’uso delle mascherine facciali nella comunità dovrebbero tenere attentamente conto delle lacune delle prove di efficacia, della situazione dell’offerta e dei potenziali effetti collaterali negativi». Cfr. http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/ dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp? lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4501 – Cfr. anche https:// www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=84689 – InJine: «Chi non ha sintomi non deve usare la mascherina. Mentre le persone che non hanno sintomi non devono indossare le mascherine perché non ci sono prove che siano efficaci come protezione personale…», cfr. https://www.galileonet.it/coronavirus-mancanza-mascherine-usocorretto/ Cfr. https://www.ilriformista.it/malore-durante-educazione-Jisica-morti-due-14 studenti-cinesi-e-stata-la-mascherina-100279/ e https://www.orizzontescuola.it/ mascherine-contro-coronavirus-accusate-di-essere-causa-morte-due-studenti/ Cfr. https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/correre-mascherina-15 pericoloso/
Alla luce delle considerazioni sopra evidenziate se il Governo ed il Ministero della salute dovessero perseverare nel porre in essere provvedimenti: • senza un confronto con i medici che operano sul territorio, • senza aver analizzato quanto oggi denunciato, • senza aver verificato i dati “snocciolati” alla popolazione all’interno di un quadro generale di riferimento comparato con i dati di altri momenti storici, darebbero vita ad un’ulteriore serie di atti illegittimi per abuso ed eccesso di potere, violazione di legge, violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità, irragionevolezza e sviamento.
****
GLI ISTANTI NELLA LORO QUALITÀ À DI MEDICI E DI CITTADINI DIRETTAMENTE COLPITI DALL’ODIERNA AZIONE DI GOVERNO
CHIEDONO
che il Governo, il Ministero della Salute e le Autorità amministrative oggi interpellate,
VOGLIANO
indicare con quale atto e/o determina
– siano stati adottati i criteri per la creazione delle proiezioni elaborate dagli esperti con espressa indicazione dei criteri utilizzati; – abbia previsto l’adozione di provvedimenti limitativi degli esami autoptici; – abbia previsto di disporre la cremazione delle salme con espressa indicazione dei criteri utilizzati e degli atti presupposti per arrivare alla predetta determinazione;
quale ente, funzionario, responsabile del procedimento ovvero atto e/o determina abbia fornito:
– la conferma nei dati reali oggi disponibili e dei dati utilizzati per i provvedimenti governativi di questi ultimi 3 mesi;

– i dati e gli studi posti alla base delle indicazioni di possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento; – indicazioni in ordine alla necessità di imporre l’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anche agli alunni delle scuole, alla riapertura di settembre; – indicazioni in ordine alla necessità all’imposizione di distanziamenti sociali e forme di isolamento in quarantena per soggetti positivi; – le indicazioni poste alla base della decisione di non differenziare le misure di contenimento su base geografico-epidemiologica;
INOLTRE
ai sensi dell’art. 5, L. 241/1990, chiedono che venga indicato il nome del funzionario responsabile del procedimento in relazione all’odierna istanza in autotutela ed a norma dell’art. 328 del codice penale, e diffidano il responsabile del competente servizio a compiere gli atti del suo ufficio o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di giorni trenta dalla ricezione della presente richiesta, con l’avvertimento che in difetto sarà presentato esposto alla competente autorità giudiziaria.
CHIEDONO
che il Governo, il Ministero della Salute e le Autorità amministrative oggi interpellate,
VOGLIANO
alla luce delle motivazioni evidenziate,
IN AUTOTUTELA, REVOCARE I PROVVEDIMENTI FINO AD OGGI EMESSI SULLA BASE DI UNA DICHIARAZIONE DI UNO STATO DI EMERGENZA DI CUI OGGI NON SUSSISTANO PIÙ NEMMENO I PRESUPPOSTI DI FATTO, CHIEDENDO
al Governo di assumere decisioni politiche che siano fondate su dati reali e soprattutto che siano correttamente esaminati e contestualizzati. Chiediamo al Governo di non trincerarsi dietro facili e prudenziali provvedimenti dettati da tecnici che non hanno una visione complessiva del Paese, che invece dovrebbero avere coloro che li hanno nominati.
Confidiamo, in spirito di sincera collaborazione, di ricevere una risposta a queste nostre osservazioni, la qual cosa consentirà di porre fine alle pericolose speculazioni di chi, dinanzi a tanto dilettantismo, solleva il dubbio che il Covid-19 venga utilizzato per secondi fini.

 

CLONIT : il primo test certificato per il Coronavirus

“CLONIT quanty COVID 19 CE-IVD” é un Kit Diagnostico marcato CE-IVD e completamente made in Italy, dalla ricerca e sviluppo alla produzione, per individuare in poco meno di due ore il virus che sta flagellando l’Italia.
I Kit Clonit possono essere utilizzati nei laboratori di analisi di ospedali pubblici e strutture private autorizzate.
Di Fabio Montobbio ©L'Innovatore
Photo : © L'innovatore





Diagnosi certa e in tempi rapidi. I clinici hanno trovato in CLONIT quanty COVID 19 CE-IVD uno strumento in grado di evidenziare in tempi record una diagnosi differenziale affidabile con la determinazione della “carica virale” così da indirizzare rapidamente alla terapia più adeguata, e poter seguire il follow up del paziente.
Con queste specificità Clonit ha effettuato la validazione del test in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano – nei Laboratori della Clinica Malattie Infettive-Ospedale Sacco- Prof. Massimo Galli e nel Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute – Laboratorio di riferimento per la sorveglianza delle infezioni respiratorie – Prof.ssa Elena Pariani ed ha annunciato che il test quanty COVID-19 CE-IVD viene reso disponibile ai laboratori degli ospedali centri di riferimento per la lotta all’epidemia sia in Italia che all’estero.
Società italiana biotech attiva dal 1987 nella ricerca e sviluppo di sistemi diagnostici di biologia molecolari e titolare di brevetti internazionali, Clonit ha, così, realizzato un kit diagnostico pronto all’uso che, per facilità di utilizzo e qualità operativa, è sviluppato per essere utilizzato sugli analizzatori già presenti nei laboratori di analisi degli ospedali e delle realtà private autorizzate: un contributo per decentralizzare l’analisi dei campioni biologici dei sospetti contagiati e accelerare le tempistiche di intervento nella gestione dell’epidemia.
“Questo è il nostro piccolo contributo al Paese Italia”, afferma il Dr. Carlo Roccio, Presidente di Clonit.

Come funziona
“Il procedimento è completo per analizzare un campione biologico prelevato con un tampone, si compone di due momenti: l’estrazione dell’RNA del virus e la sua amplificazione” spiega il Dr. Carlo Roccio. “L’iniziale procedura di estrazione dell’RNA del virus dal campione biologico esaminato è fondamentale per evitare falsi negativi e richiede meno di 60 minuti. Il successivo passaggio consiste nell’amplificazione che porta a scoprire la presenza e la quantità del virus.
La tempistica per effettuare le analisi con CLONIT quanty COVID 19, deve essere valutata sull’intero processo: con il nostro kit diagnostico in meno di due ore per l’intero procedimento un ospedale può effettuare nei suoi laboratori il test sui tamponi a sua disposizione. Ci teniamo a sottolineare che il Kit è stato realizzato secondo le linee guida del CDC, Centers for Disease Control and Prevention (www.cdc.gov/).
Abbiamo analizzato diverse regioni del genoma virale e studiato le sequenze virali al momento disponibili per realizzare un test affidabile e soprattutto utile al Clinico. Come sempre, quando avremo evidenza da parte degli Organismi di Controllo  (WHO) di eventuali mutazioni dei ceppi virali ci metteremo subito all’opera per ricalibrare il test in conformità ad essi”.
Il metodo molecolare denominato RT-PCR (Reazione a Catena della Polimerasi Tempo Reale) consente l’identificazione di agenti patogeni attraverso l’amplificazione del DNA o RNA dei microrganismi, è un esempio della nuova frontiera della diagnostica rapida e sicura. Attraverso le informazioni ottenute  con la Real Time PCR si può ricavare un dosaggio quantitativo del microrganismo per seguire l’evoluzione della terapia anti-virale e implicitamente il follow up del Paziente”.
l kit Clonit rispetta le linee guida raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) tra cui quelle tese a limitare l’impatto di mutazioni future del virus.
La standardizzazione dei processi di produzione, il rigoroso controllo sulle materie prime e sui prodotti finiti e i controlli incrociati in laboratori di riferimento esterni hanno reso Clonit in grado di ottenere i più alti standard di qualità: è certificata ISO 9001:2008 e ISO 13485:2003.


L’esperienza di Clonit nella gestione delle epidemie
La Società, che ha sede a Milano, ha sviluppato importanti test per diverse malattie infettive: nel 2001 è stata la prima a definire come identificare il bacillo dell’antrace e nel 2014 ha partecipato ad un progetto Europeo Horizon 2020 per la creazione di un test veloce e sensibile per il Virus Ebola, nel quale a rappresentare l’Italia c’erano l’Istituto Spallanzani, Emergency e Clonit.
Nel 2018 ha realizzato una soluzione, ancora oggi unica, per la diagnosi di West Nile Virus ed Usutu in multiplex. Nel 2019 ha messo a punto un test per identificare infezioni tropicali come Zika e, in piena emergenza Dengue, Clonit ha sviluppato in pochissimo tempo il kit per la sierotipizzazione in Real Time dei 4 ceppi, caratteristica fondamentale per la stratificazione dei pazienti e del rischio.
Di Fabio Montobbio ©L'Innovatore

Al link https://www.clonit.it/en/research-and-development/scientific-references-and-medical-publication/  alcune referenze scientifiche della società.