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Centro di Ascolto psicologico


Alla sede del Comites di Nizza è aperto il Centro di Ascolto Psicologico (gratuito) in lingua italiana.
L'iniziativa è stata pensata per le persone residenti a Nizza e dintorni, con l'obiettivo di offrire uno spazio di ascolto psicologico per chi avesse desiderio di meglio comprendere difficoltà o impasse di origine emotiva e affettiva.
Il tutto ovviamente nel pieno rispetto della privacy e del segreto professionale che lega lo psicologo alla persona che si rivolge a lui.
Chi fosse interessato può contattare telefonicamente (al mattino) o via mail, il Sig. Bruno Capaldi, allo 04.92151520 o il Dr. Massimo Felici allo 04.83550625 per concordare un appuntamento,
Il Centro di Ascolto è aperto il primo e terzo giovedì di ogni mese dalle ore 10 alle ore 12. E' anche possibile concordare un appuntamento in altro giorno ed orario, accordandosi telefonicamente.


Sede: Comites: 72 blvd. Gambetta, 06000 Nizza

Mariafrancesca Garritano, in arte Mary Garret



E' di pochi giorni fa la notizia che la ballerina Mariafrancesca Garritano (in arte Mary Garret), licenziata dal teatro La Scala di Milano nel 2012, potrà tornare nuovamente al Teatro Scaligero, dopo la sentenza della Corte di Appello di Milano che ha disposto il suo reintegro sul posto di lavoro.
Ricordiamo la storia di questa giovane e brava ballerina, allieva della scuola del Teatro alla Scala, dove si diploma nel 1997: nel 1998 è premiata quale "migliore allieva dell'anno" e da quel momento a pieno titolo partecipa a tutte le rappresentazioni a Milano ed in giro per il mondo del prestigioso Teatro. Nel 2011, è nominata ballerina solista.
La Garritano nel 2010 aveva pubblicato il libro "La verità, vi prego, sulla danza!", libro autobiografico in cui denuncia il mondo delle ballerine classiche fatto di competizione esasperata e sacrifici, ben lontano dalla percezione mitica e romantica di quanti osservano dal di fuori.
Soprattutto la Garritano poneva attenzione al regime alimentare delle ballerine, costrette ed auto-costrette a mangiare solo mele e yogurt per rientrare nel peso "giusto" e potere partecipare a pieno titolo alle lezioni di danza, con istruttori pronti a mortificarle per qualche etto di peso in più, dato che è inaccettabile una ballerina "cicciottella"...
La goccia che fa traboccare il vaso avviene nel 2012, dopo essere stata intervistata da un giornale straniero, in cui ribadiva quante ballerine soffrivano di disturbi alimentari, viene licenziata dal Teatro La Scala.
Mariafrancesca non si da per vinta, si oppone al licenziamento, contrattacca e si lascia intervistare in Tv e su varie testate giornalistiche, confermando quanto scritto e vissuto nel mondo della danza professionista.
Ora dopo anni di battaglie legali e una prima sentenza a lei sfavorevole, in appello ottiene il reintegro nel suo posto di lavoro nel corpo di ballo della Scala. Il Teatro potrà ancora opporsi in Cassazione ma intanto Mary ha vinto la sua battaglia. Dal momento del suo licenziamento Mary non è tornata sul palco ma ha continuato il suo lavoro intorno alla danza, questa volta come insegnante.
Mariafrancesca ha anche fondato Danza in salute, associazione rivolta a giovani ballerine per insegnare che si può stare sulle punte senza mortificare il corpo e l'anima...

Un nuovo blog per non perdere la bussola...

Cinque amici italiani residenti a Nizza, taluni da vent'anni, altri da molto meno, hanno pensato di realizzare un blog rivolto ai connazionali e, perché no anche ai francesi, con proposte culturali, di viaggio, di costume ed attualità…
Il blog si chiama Marcopolo cotedazur, e fa riferimento al grande mercante e viaggiatore veneziano, che si recò nella lontanissima Cina, ed il cui viaggio è raccontato nel celebre libro "Il milione". 
Sono stato coinvolto per la mia esperienza di psicologo nella formazione, svolta sia in aziende che per società di consulenza.
E' anche mio desiderio, nel blog, affrontare temi legati all'ambito lavorativo, sempre con taglio psicologico, dato che le "risorse umane" sono sempre più strategiche, quale che sia il contesto in cui si opera.
Buona navigazione, occhio alla bussola e cercate sempre la rotta giusta….

Psicologo, psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista

Spesso mi viene chiesto che differenza c'è tra psicologo, psichiatra, psicoterapeuta e psicoanalista.
Psicologia attualmente è uno dei corsi di laurea quinquennali (o meglio 3+2) offerti dall'Università italiana, corsi attivi in tutte le città principali della penisola, mentre negli anni settanta erano stati attivati solo due corsi di laurea (quadriennali) a Padova e Roma, con i primi diplomati nell'anno 1975.
La legge di Ordinamento della professione di psicologo (Legge 56/89) vede la luce solo nel febbraio 1989, soprattutto grazie all'impegno ed alla passione di Adriano Ossicini, psichiatra, docente universitario di psicologia all'Università la Sapienza di Roma e Senatore della Repubblica, eletto come indipendente nelle liste del PCI.
Quindi, terminato il corso quinquennale di psicologia si è dottori in psicologia, ma per esercitare come psicologi occorre seguire un tirocinio post-lauream di un anno, poi iscriversi all'Esame di Stato che consiste in due prove scritte più un elaborato su un caso clinico e, per finire, un colloquio.
L'Esame di Stato, che consente l'abilitazione all'esercizio della professione, non è per niente facile, occorre studiare molto e disporsi alla sequenza di scritti e ad un esame orale che verte su mille argomenti...
Lo so bene dato che sono stato nominato commissario per gli Esami di Stato di psicologia diverse volte all'Università Bicocca di Milano.
Ho visto centinaia di giovani colleghe e colleghi, giungere stressati e in debito di sonno agli Esami di Stato, spremuti come limoni... Com'è nel mio animo, ne ho aiutati molti, davvero preparati, ma totalmente in "palla" soprattutto all'ultima importante prova, quella orale!
Ultimo adempimento per dirsi psicologo è iscriversi all'Ordine della Regione di appartenenza.
Cosa fa lo psicologo: "Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e della comunità. Si occupa di psicopatologia, ma non solo. Altre importanti aree di intervento riguardano una molteplicità di situazioni, personali e relazionali, che possono essere fonte di sofferenza e di disagio", citazione tratta dal sito dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia. 
Lo psichiatra è necessariamente un medico, abilitato all'esercizio della professione, che intraprende il corso quinquennale di specializzazione in psichiatria. Ha conoscenze sia di tipo psicologico che farmacologiche, e può prescrivere farmaci (in quanto medico) compresi gli psicofarmaci. La maggior parte degli psichiatri lavora negli ospedali e nelle strutture ambulatoriali del territorio, nelle cliniche per malattie nervose e mentali o in strutture assistenziali per anziani, malati di Alzheimer ecc.
Lo psicoterapeuta è un laureato in psicologia o medicina, iscritto anche al rispettivo ordine professionale, che intraprende un corso di specializzazione in psicoterapia, riconosciuto dallo Stato, della durata di quattro anni. Quindi medici e psicologi dopo avere seguito e superato corsi di specializzazione in psicoterapia, possono dirsi psicoterapeuti. Lo psicoterapeuta medico potrà anche prescrivere farmaci, cosa che non può fare lo psicoterapeuta-psicologo.
Infine lo psicoanalista, che può essere di formazione medica o meno, segue un percorso di formazione che passa anche attraverso anni di analisi personale e supervisioni poi, a conclusione di un lungo iter, può dirsi psicoanalista. Non si può parlare di psicoanalisi senza citare Freud, il grande scopritore dell'inconscio. Intendiamoci l'inconscio era già stato ipotizzato dai poeti e dai filosofi, ma l'utilizzo della parola per curare, la psicoanalisi appunto, è la geniale scoperta di Freud.
Tutto chiaro...? Se dal punto di vista normativo queste sono le corrette definizioni, nella realtà le cose potrebbero essere più complesse e sfumate. Stabilito che può prescrivere farmaci solo il medico, controllate che i professionisti siano iscritti ai rispettivi Ordini di appartenenza (basta guardare su Internet), quale che sia il prefisso "psi...", Italia o Francia che sia.












Il volontariato



In Francia viene utilizzato il termine Bénévole per una persona che offre a titolo gratuito parte del suo tempo e delle sue conoscenze ad Ospedali, Cliniche od Associazioni, che possono occuparsi di malati, emarginazione, anziani, bambini ecc...
Trovo il termine Bénévole più completo del termine volontario, che è un sinonimo, ma che trovo meno evocativo.
Non è mio intendimento analizzare il valore del volontariato e il senso che trae chi compie tale opera a titolo gratuito, e l'ovvio "ritorno" in termini psicologici e di stima di sé.
Giusto per intenderci direi: "Far del bene, fa bene" a chi riceve ed a chi offre...
Sottolineato ciò desidero stimolare molti altri italiani che hanno del tempo e capacità o conoscenze negli ambiti più diversi ad offrirsi, offrire parte del loro tempo ad una delle mille Associazioni che, ad esempio, operano con efficacia e professionalità anche qui a Nizza.
C'è solo l'imbarazzo della scelta, e a nessuno è chiesto di fare l'eroe, affrontando situazioni difficili e umanamente troppo coinvolgenti come unità di oncologia, Pronto Soccorso di ospedali, animali maltrattati ecc...
Nel mio caso, offro parte del mio tempo come chauffeur, (conducente) guido vetture, furgoncini e Van a 8-9 posti per una Casa di Riposo gestita da un ordine francese di suore, che dedicano la loro opera ad assistere anziani, donne ed uomini che vivono con basse pensioni.
Niente di eroico appunto, ma un lavoro impegnativo dato che ho la responsabilità di alcune persone sul veicolo che conduco, magari per gite nei dintorni (splendidi) di Nizza...
Ovviamente la relazione con le persone è la parte più importante, guidare è solo un aspetto tecnico.
Credetemi, la gioia delle persone che porto, anche se prendo un po' di buche e talvolta sbaglio strada, nonostante il Tom Tom, è impagabile, davvero...
Ho poi avuto occasione di conoscere, durante le soste per pranzo o nel corso di alcune gite, storie incredibili di persone, che data la loro età hanno attraversato vicende storiche gioiose e talvolta drammatiche, a cavallo tra Italia e Francia.





L'utilizzo dello psicologo in Azienda



In questo periodo di difficoltà per tutti i paesi europei (e non solo) sembra curioso scrivere dell'utilizzo dello psicologo in Azienda…
Come dire: le imprese devono badare al sodo, vendere comunque, restare "sul mercato" e via così, per cui ci sono pochissime risorse per la formazione del personale interno o delle reti di vendita.
Nella mia esperienza però ho potuto osservare che con un po' di coraggio e curiosità i manager di alcune Aziende hanno pensato di investire sui loro collaboratori per piccoli progetti di formazione tramite tecniche collaudate ed efficaci.
Mi riferisco alla tecnica del Role Playing, strumento utilizzato da decenni nella formazione di persone sia che svolgano professioni di aiuto (medici, infermieri ecc), sia in ambito lavorativo privato quali dipendenti o forza vendita. 
Il Role Playing è: ...una tecnica mirata ad accrescere le capacità relazionali di una persona. Le competenze relazionali aiutano nella comunicazione, nella gestione di un gruppo, nelle negoziazioni e nel perseguire obiettivi singoli o nel lavoro di squadra. Il Role Playing si propone di simulare una situazione lavorativa realmente accaduta per consentire ai partecipanti di conoscere meglio il loro modo di porsi in relazione con gli altri.
E’ anche possibile video-registrare gli incontri per analizzare in forma dettagliata aspetti positivi e negativi tratti dall’esperienza maturata.
Ho riportato una mia definizione del Role Playing con taglio psicologico, dato che ho sempre utilizzato tale tecnica affinchè le persone conoscessero meglio il loro stile di comunicazione e di relazione per migliorare il rapporto con gli altri, anche nell'ambito lavorativo propriamente detto.
Raramente le persone che hanno partecipato ad una esperienza di formazione con il Role Playing sono rimaste deluse, molti si sono anche divertiti (nulla di male anche in seri contesti lavorativi) e spesso hanno chiesto ai loro capi se era possibile ripetere l'esperienza…
Tutto ciò a fronte di un impegno di mezza giornata o una giornata intera, se veniva utilizzata anche la video-registrazione, che è un po' come la ciliegina sulla torta, di tale esperienza.

Centro di ascolto psicologico in lingua italiana



La comunità italiana in Costa Azzurra è stimata in varie migliaia di connazionali, circa 8000 a Nizza e dintorni e 30.000 sulla fascia costiera.
Gli iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiana Residenti all'Estero) sono molti meno, del resto pur essendo obbligatorio iscriversi a tale lista, per i residenti, non vi sono sanzioni né segnalazioni di sorta...
E' poi difficile capire all'interno di questi numeri qual'è la composizione dei soggetti: all'inizio, dieci quindici anni fa, molti pensionati giustamente trovavano il loro "buen ritiro" al mite clima della Costa Azzurra. Col passare degli anni tanti giovani (e meno giovani) hanno cercato e trovato lavoro a Nizza e dintorni, alcuni lavorano a Montecarlo che ancor oggi sembra una meta lavorativa ambita...
Poi molti giovani studenti o ricercatori, hanno proseguito i loro studi al polo universitario di Sophia Antipolis, campus all'americana, molto attrezzato e con sezioni di studio di eccellenza.
Pensate ci sono 5000 tra ricercatori e studenti, all'interno del più grande Parco Scientifico di Francia, a stretto contatto con 1400 imprese che hanno uffici studi, R&D, laboratori ed uffici.
Va da se che oggi all'interno dei numeri che prima citavo vi sono giovani, meno giovani, adulti, senior ed anziani con la più grande articolazione in termini di reddito da lavoro o da pensione.
Non tutto è oro quel che riluce e sicuramente molte persone, al di là dell'età, possono avere trovato o trovano difficoltà personali, lavorative o di integrazione in Francia, pur nella cornice del tutto particolare della Costa Azzurra.
A queste persone abbiamo rivolto un progetto di ascolto psicologico gratuito, in collaborazione con il Comites (Comitato degli Italiani all'Estero) di Nizza, nella persona di Bruno Capaldi, Consigliere Generale Italiani all'Estero per la Francia.
Ci auguriamo che tale spazio di ascolto possa essere utile a quanti hanno un disagio, una sofferenza che vogliono affrontare, ricercando le cause non solo all'esterno di loro ma anche dentro di sé, nel proprio mondo emotivo dando parola a tale disagio, nell'incontro con uno psicologo che parla davvero la loro lingua. 


Nuova iniziativa in collaborazione con il COMITES

Centro di ascolto psicologico in lingua italiana

In psicologia Ascolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. 


E' un processo psicologico e fisico che si sviluppa sin dall'infanzia, circondati da un mondo disponibile all'ascolto.

Col passare del tempo, e in presenza di un ambiente oggi sempre piu' proteso ad ascoltare solo se stesso, si può sentire la solitudine anche se circondati da tante persone.

Ed il conseguente disagio psicologico.

Per questo Massimo Felici e Sonia Dionisi, psicologi italiani professionisti da molti anni e residenti in Costa Azzurra, in collaborazione con il Comites di Nizza hanno pensato di offrire gratuitamente uno Spazio di Ascolto : infatti, per due giovedì ogni mese (il primo ed il terzo), dalle 10 alle 12 del mattino saranno a disposizione presso la sede del Comites a Nizza, per incontri individuali.
Chi fosse interessato può contattare il coordinatore sig. Bruno Capaldi per concordare un appuntamento.
Comites: 72 blvd. Gambetta, 06000 Nizza
tel. 04.92151520, email: comites-nice@wanadoo.fr